Il numero 3 sembra imperfetto per il Napoli!

Seconda sconfitta in campionato, la prima in casa in campionato ad opera dell’Atalanta. Troppe cinque assenze per gli azzurri (Koulibaly, Anguissa, Osimhen, Fabian e Insigne) più altri giocatori che non hanno i 90 minuti nelle gambe ed altri ancora che non giocano se non in ritagli di tempo, tenendo presente che fuori dai radar sono usciti completamente Ghoulam e Manolas. L’Atalanta ne ha approfittato ed ha vinto al di là dei demeriti del Napoli.

 

Tutti questi assenti avevano suggerito in Spalletti di riproporre quella che era stata solo una suggestione accennata in qualche partita di questa stagione, ossia la difesa a tre. Un po’ asimmetrica, ma questa è sembrata agli occhi di chi ha visto il match. Di Lorenzo, Rrahmani e Juan Jesus difensori centrali, con Malcuit (rispolverato) e Mario Rui più in avanti verso la linea della metà campo insieme a Lobotka e Zielinski, mentre Elmas agiva insieme a Lozano in attacco a supporto di Mertens. Ma i piani del mister toscano erano subito scompaginati da Malinovskyi, perché tentare di giocare con la difesa a tre contro una squadra allenata da uno dei maestri di questo sistema, non è troppo consigliabile. Quando il Napoli aveva rimontato e poi superato 2-1 gli orobici, Spalletti aveva dovuto fare a meno anche di Lobotka, uscito per un risentimento muscolare, inserendo il meno dinamico Demme (anche se più geometrico). La squadra era un po’ sulle gambe e subiva il 2-2 di Demiral. In quel momento allora Spalletti si produceva in altri cambi, togliendo Mertens e Lozano in luogo di Petagna e Ounas. Ma mentre l’algerino offriva maggiori spunti rispetto al messicano, l’ex Atalanta non offriva nulla di che (solo ha sbagliato un gol clamoroso al 92’). Avrebbe dovuto abbassare i centrali difensivi atalantini Demiral, Toloi e Palomino, ma non è stato così. Notoriamente l’Atalanta è l’unica squadra italiana capace di attaccare in contemporanea coi tre difensori centrali. Difatti il gol di Demiral è nato dall’assist di Toloi!

Il 3-2 di Freuler è nato con la difesa azzurra allineata male e abbandonata al suo destino dal centrocampo e dagli esterni. Se infatti Malcuit offriva un valido supporto offensivo, quando si trattava di difendere non lo faceva mai bene. A sinistra Mario Rui invece sembrava un pesce fuor d’acqua. Ecco che allora Spalletti decideva per Politano al posto di Malcuit. Altro non aveva in panchina il tecnico di Certaldo. Questo è un altro problema, quello di un organico che sembra profondo ma che invece offre meno di quel che vorrebbe Spalletti.

 

La difesa a tre, un espediente che non era stato adottato in modo fisso ma solo coi movimenti degli esterni in alcune partite, e che invece è stato approfondito maggiormente nella gara più difficile in questo momento. Poi gli episodi hanno fatto il resto, ma questa è altra storia. Per quanto concerne il futuro, Spalletti studierà sicuramente dei correttivi se vorrà ripetere la difesa a tre, ma stavolta reale, non quella di posizione o di spostamenti. Per il resto la matematica non è un’opinione, con tre difensori centrali, gli altri sette vanno distribuiti tra centrocampo e attacco nella formula pari-dispari, cosa che per una squadra abituata a giocare col 4-3-3 o al più col 4-2-3-1 non è la cosa più semplice del mondo.

EZIO PERRELLA

 

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