In ricordo di Rino Marchesi

Milanese purosangue ( era nato nel giugno del 1937 a  nelle immediate vicinanze di Milano ( San Giuliano MIlanese a 13 km dalla Madunina ) da calciatore come  centromediano metodista o difensore all’ occorrenza, disputò pure due gare in Nazionale. Atalanta, Fiorentina ( dove vinse due coppe Italia ed una coppa delle coppe ) e Lazio furono le sue squadre d’ appartenenza principali, dopo gli inizi nel Fanfulla e gli ultimi calci a Prato. La sua principale caratteristica però, era quella di essere uno spietato rigorista. Amante del sigaro e della musica di Beethoven, da allenatore si distinse per l’ estrema signorilità ed i suoi modi garbati,  con comportamenti mai polemici o malmostosi ma, sempre proiettati verso  il bene comune. Dopo gli inizi da tecnico a Montevarchi e Terni, Marchesi approda ad Avellino nella prima stagione in A dei biancoverdi nel 1978 -1979. Dopo gli inizi comprensibilmente difficili ( molti giocatori erano all’ esordio nella massima serie ) Marchesi riesce a trovare la quadratura del cerchio, conducendo gli irpini a due tranquille salvezze consecutive. I buoni risultati ottenuti stuzzicano l’ interesse del Napoli, nel primo campionato con ” Totonno ” Juliano come Direttore generale ( con Corrado Ferlaino ben saldo alla presidenza ), stagione 1980 -1981. L’ arrivo a sorpresa di Rudy Krol a campionato appena iniziato consente a Marchesi di modellare attorno al fuoriclasse olandese un piccolo capolavoro tattico – psicologico, riuscendo a far rendere al meglio molti giocatori buoni ma non eccelsi. Il Napoli a cinque turni dal termine, è primo insieme a Juve e Roma, con tutte le difficoltà inoltre, imposte dalla tragedia del terremoto. Una maledetta autorete di Moreno Ferrario contro il già retrocesso Perugia fa scivolare gli azzurri al terzo posto finale, piazzamento comunque di assoluto prestigio per una squadra accreditata dai più come compagine da metà classifica. Marchesi conquista un buon quarto posto anche l’ anno dopo gli aprono le porte dell’ Inter per il 1982 -1983. Dopo una stagione discreta, viene licenziato in estate per contrasti con la dirigenza sulla riconferma della coppia di interni Muller – Beccalossi ( che creò parecchie diatribe per tutta la stagione ). Marchesi, è ora un lauto allenatore disoccupato, un Napoli in difficile posizione di classifica lo richiama nel febbraio del 1984, al posto di Pietro Santin. Ottenuta una difficile salvezza, Marchesi vinee riconfermato a furor di popolo, ottenendo il giusto privilegio di essere, il primo allenatore in Italia a poter disporre del più giocatore in attività, proveniente dal Barcellona : Diego Armando Maradona. Il rapporti fra i due furono eccellenti tanto che, Marchesi andrà a trovare Diego in Messico durante i mondiali poi vinti con la sua Argentina. Complice però un complicato avvio di campionato, il primo Napoli di Maradona si concluderà al settimo posto, posizione che non vale la conferma al ” Sciur ” Rino. Italo Allodi che prenderà il posto di Antonio Juliano sceglie come suo successore Ottavio Bianchi, uno dei suoi pupilli fin dal supercorso di Coverciano. Marchesi approda a Como dove, un campionato più che soddisfacente gli apre le porte della Juventus del post- Trapattoni, dove resta per due anni, uno discreto ed un meno. Allenerà in seguito Udinese, Venezia, Spal e Lecce prima di ritirarsi a Firenze, sua Città d’ adozione. Rino Marchesi : Un allenatore signore, un signor allenatore.

EMANUELE OROFINO

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