Involuzione tecnico-tattica al di là degli infortuni e della sfortuna

E pensare che due settimane fa il Napoli era primo in classifica con 3 punti di vantaggio (miglior risultato in questa stagione) sul Milan, ben 4 sull’Inter, addirittura 7 punti sull’Atalanta e con un saldo vantaggio sulla zona Champions (ben 10 punti) che lasciavano presagire tutt’altra storia. C’era da mettere solo le cose a posto in Europa League. Ebbene, in due settimane, si è rovesciato il mondo: il Napoli adesso è a 4 punti sotto l’Inter, a 3 punti sotto il Milan, è stato scavalcato di 1 punto dall’Atalanta ed ha solo 6 punti in più sulla quinta. Inoltra, ha passato il turno di Europa League da secondo e dovrà giocare il playoff, per giunta contro il Barcellona. Forse le prime otto partite (tutte vinte) ci hanno un po’ troppo abbagliati.

 

Dire che però è solo colpa degli infortuni oppure solo colpa della sfortuna (13 pali/traverse) o di qualche arbitraggio scomodo, è riduttivo. Il Napoli è da6 un bel po’ che non produce più calcio. Anche contro la Lazio c’erano assenze, eppure il Napoli l’ha battuta per 4-0 in versione show. Possibile che per battere Verona, Sassuolo, Atalanta ed Empoli ci volesse solo la squadra dei titolarissimi? Ma allora le alternative non sono così valide come si dice?

C’è da dire che anche Spalletti ci sta mettendo del suo. Come già fatto da altri allenatori, il mister di Certaldo ha cominciato con 25 giocatori, salvo poi utilizzare un gruppo ben preciso di essi, mentre gli altri venivano messi solo per evenienze 4varie. Ovviamente, non tutti rispondono alla stessa maniera ai dettami del tecnico. Mertens va bene se trova spazi, ma quando questi non ci sono, occorre una alternativa ad Osimhen che per esempio Petagna non è. E poi soprattutto nella fase difensiva si sono trovate strane crepe. Se prendiamo la gara con l’Empoli, Andreazzoli (e si vede) ha studiato bene contro gli azzurri un gioco meno spregiudicato di altre volte, con ad esempio Luperto che ha seguito Mertens fin dentro gli spogliatoi del Maradona per tutta la partita. Oppure gli esterni bassi che si alternavano per non sguarnire troppo la non eccelsa difesa empolese. Infine, i due attaccanti Pinamonti e Cutrone che si ergevano a primo baluardo difensivo contro l’impostazione di gioco di Rrahmani e Juan Jesus che di certo non eccellono in questo dettaglio tecnico. A centrocampo, poi, è mancato il dinamismo di Lobotka e la forza di Anguissa (entrato nella ripresa ma ancora non al meglio). Poi l’Empoli ha vinto con una fortunosa e rocambolesca deviazione di testa di Cutrone (il quale invece era tacciato per sfortunato nelle precedenti partite. E meno male!). Il calcio, si sa, è anche questione di episodi. Solo è strano che quel gol lì è molto simile a quello preso a San Siro con l’Inter (di Perisic). Comunque in generale, nelle ultime tre gare, il Napoli ha sempre preso gol. E molti di questi sono anche simili tra loro come dinamica. È un caso?

Al di là del fatto che Spalletti deve recuperare giocatori, deve ritrovare anche una certa fiducia di alcuni di essi. Sostituire i punti forti del gruppo è un’impresa, quindi si dovrà fare di necessità virtù finché non si avranno tutti a disposizione. Tanto, Giuntoli ha già avvisato che il Napoli non farà mercato neanche a gennaio. Ma quello è un altro discorso.

EZIO PERRELLA

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