KDB, avanti insieme oppure no?
De Bruyne è l’uomo su cui ripartire per un progetto lungo e vincente?
Il belga al Napoli doveva essere il colpo di mercato che avrebbe consacrato l’annata azzurra anche in Champions League, ma così non è stato. Complici il lungo infortunio e un sistema di gioco con l’equivoco tattico dei Fab4, Kevin non si è mai veramente preso il Napoli.
In 16 partite di campionato ha realizzato 5 gol ma solo uno su azione e ha fornito un assist, troppo poco per il re degli assist in Premier League.
Se analizziamo le sole tre partite fatte in Champions ha realizzato 2 assist, a dimostrazione che in Europa può fare la differenza se messo nelle condizioni.
Ma non soffermiamoci sui numeri che in questa stagione sono troppo condizionati da una serie di fattori che l’hanno contraddistinto in senso negativo.
Ritornando alla nostra domanda iniziale dobbiamo dire che, nonostante l’età, De Bruyne resta un calciatore unico nel suo genere per vari aspetti: è dotato di un’intelligenza calcistica superiore.
La capacità di “vedere” passaggi che altri non immaginano nemmeno lo rende un regista offensivo capace di dominare il ritmo della partita anche con meno dinamismo.
La sua leadership e la sua mentalità, in un progetto giovane, possono portare tanta esperienza e dare insegnamenti a tutto l’ambiente.
Altro fattore da non trascurare è la sua qualità balistica. Il belga, infatti, resta uno dei migliori crossatori e tiratori dalla distanza al mondo, anche se, in questa stagione lo abbiamo visto pochissimo.
Infatti ha tentato 16 tiri da fuori e ha siglato solo un gol (punizione alla prima giornata). La percentuale di cross riusciti è bassissima: 18%.
Dato inimmaginabile ad inizio stagione. Ci si aspettava tanti gol da fuori o qualche gol in più da corner, ma non è andata esattamente così…
De Bruyne va per i 35 e, il suo ruolo, può evolversi in uno da “regista arretrato” alla Pirlo o alla Kroos, agendo più lontano dall’area ma influenzando ogni pallone della squadra.
Mister Conte ha già provato questa mossa ad inizio stagione facendo arretrare De Bruyne accanto a Lobotka nella costruzione del gioco.
Risultato che non ha portato a grossi risultati, anzi…
Oltre al fattore età c’è anche da vedere la sua tenuta fisica. De Bruyne, negli ultimi due anni, ha avuto due brutti infortuni e c’è il rischio che si possa incorrere in situazioni sempre più frequenti.
Il belga non è più l’uomo su cui fondare un progetto lungo, ma è l’uomo ideale per accompagnare la nascita di uno nuovo e vincente.
Sarebbe un errore considerare De Bruyne come il futuro a lungo termine, ma sarebbe un peccato privarsene nel presente.


