Koulibaly: “Giochiamo per un’intera città, Spalletti ci ha dato tanto sulla mentalità”
Il difensore del Napoli Koulidou Koulibaly ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di DAZN.
Koulibaly ha parlato anche del razzismo (“Questo problema si può ancora combattere, già negli anni passati siamo andati avanti, ma questa lotta dobbiamo farla tutti insieme“), di Benitez (“Il mio primo giorno, pranzando, mi ha fatto vedere i movimenti dei difensori coi bicchieri d’acqua. Ho un bel ricordo, mi ha aiutato”), di Maradona (“Lui è una leggenda, ho avuto la fortuna di vederlo e sono stato molto felice”) e sulla scelta di giocare con il Senegal anziché la Francia (“Ci ho pensato per un anno e poi con l’aiuto dei miei genitori e dei miei amici è stata quasi naturale. Mi sento in famiglia, mai pentito di questa scelta”).
Poi ha parlato del Napoli attuale.
“Di Napoli mi piace la gente la rende magica, ci sono posti bellissimi, quando mi alzo ho la fortuna di vedere il lungomare, Capri, il Vesuvio. In città vedi l’affetto dei tifosi e l’importanza del club per questi tifosi. Loro sognano sempre e te ne accorgi subito. Mi hanno sempre detto che quando arrivi qui piangi due volte: quando arrivi e quando parti.
Con i compagni e con le famiglie, usciamo spesso a cena insieme. Il bello è che questo è un gruppo sano e unito. Nessuno vive come noi e questo è molto importante.
Quando sono arrivato non bevevo tanto il caffè, poi Tommaso Starace me ne ha fatto innamorare. Ne bevo diversi, 4-5 al giorno. Sempre quello di Tommaso.
Ghoulam? Abbiamo fatto insieme alcune iniziative per gli ospedali e per le scuole di Scampia. Per me è un fratello.
Jorginho? Con lui ho iniziato a parlare italiano, mi correggeva sulle parole. In campo è stato straordinario. Mi divertivo tanto con lui.
Insigne? E’ la storia del Napoli, è fortissimo, ha sempre fatto bene. E’ un grande uomo e una grandissima persona”.
Spalletti? Ci ha dato tanto sulla mentalità. Ha sempre stimato questo gioco e questa squadra. Ha detto, appena arrivato: non è normale che non si vince. Voleva capire quale fosse il problema. Questa frase è stata importante, se uno da fuori dice così significa che davvero abbiamo delle potenzialità. Ha avuto l’umiltà di dire che il lavoro di Gattuso è stato buonissimo, lui non è arrivato qui per cambiare tutto ma per dare qualcosa in più. Dice che sono il leader, ma faccio quello che serve, sono qui da otto anni.
Sono a disposizione dei compagni e di chi ha bisogno di aiuto. Sono consapevole che giochiamo per una città intera, per milioni di persone. I tifosi nel mondo sono tanti.
Osimhen? Il suo primo anno è stato molto difficile, ha ancora tanto da dimostrare. E’ un ragazzo gentilissimo, umile, che fa pure ridere e fa tanti scherzi, soprattutto con Manolas. Con Spalletti sta completando il suo processo di crescita”.


