La crescita silenziosa

L’approdo di Gutierrez a Napoli non è stato accompagnato da squilli di tromba. Piuttosto, da un punto interrogativo. Quanto avrebbe inciso? Quanto tempo sarebbe servito per rivederlo al meglio? In una piazza che vive di attese immediate, la pazienza non è mai scontata.
Eppure, è stata proprio la pazienza il primo talento mostrato da Gutiérrez.
Recuperare la condizione fisica è stato solo il primo passo. Più complesso è stato inserirsi in un sistema di Conte che chiede agli esterni di essere interpreti completi.
Nel calcio attuale, gli esterni devono saper fare tutto: difendere, attaccare, costruire. Gutiérrez incarna questo identikit. È pulito tecnicamente, capace di crossare in corsa ma anche di stringere il campo per partecipare alla manovra. Con il passare delle settimane ha acquisito sicurezza, diventando una presenza affidabile.
Acquistato per fare l’esterno tutto fascia, in caso di necessità ha fatto anche l’esterno destro, trovando un goal contro la Fiorentina. Il goal in realtà lo aveva trovato pure contro l’Atalanta ma gli è stato ingiustamente negato. Ha lavorato lontano dai riflettori, recuperando condizione e fiducia. Poi, passo dopo passo, si è preso spazio. A sinistra, la sua corsia naturale: spinta, qualità, letture sempre più mature. A destra, quando necessario: applicazione, equilibrio, spirito di sacrificio. La sua crescita è evidente nella continuità e nella sicurezza con cui interpreta il ruolo. Non più alternativa, ma risorsa. Non più scommessa, ma certezza in costruzione.
Miguel non ha bruciato le tappe, le ha scalate. oggi Conte sa di poter contare su un esterno in costante crescita.

