La Retorica di Conte

Le dichiarazioni di Antonio Conte nel pre-partita di Napoli-Lazio, sulla natura del “piazzamento d’onore” definito senza mezzi termini come “il primo posto dei perdenti”  hanno sollevato un polverone di critiche nell’ambiente giornalistico azzurro e tra i tifosi,  riaprendo l’eterno dibattito tra l’ossessione per la vittoria e il rispetto per la crescita organica di un club.

Sminuire la piazza d’onore rischia di oscurare il lavoro quotidiano e i progressi fatti da un gruppo che veniva da macerie tecniche dell’anno post terzo scudetto, risollevate proprio con il quarto inaspettato tricolore e la Supercoppa dello scorso Dicembre in cui i meriti di Conte sono evidenti. Per una piazza passionale come Napoli, che vive di emozioni e di appartenenza, la crescita costante e lo stanziare nelle zone alte della classifica, lottando per obiettivi importanti, dovrebbe essere celebrata, non declassata a semplice calcolo per il fatturato Champions.

Per la SSC Napoli, l’accesso alla Champions League non è “solo” un dettaglio burocratico, ma il polmone finanziario che permette al club di restare competitivo senza dipendere da altri fattori esterni. Arrivare secondi e non terzi o quarti porta più fieno nelle cascine azzurre e questo non va dimenticato.

Inoltre le parole del tecnico sviliscono la storia e l’impegno della società, creando una sottile linea rossa tra il pungolare l’ambizione e il disprezzare il traguardo. L’ambizione di Conte è certamente il motore del Napoli, ma il suo linguaggio rischia di trasformare un’ottima annata in un funerale sportivo se il trofeo principale non arriva mancando di rispetto a tutto l’ambiente.

L’eleganza di un grande allenatore risiede anche nel saper dare valore ai passi compiuti, senza però perdere la fame. Conte ha scelto la via della tensione perenne: una scommessa rischiosa che trasforma ogni partita in un’ultima spiaggia e ogni posizione diversa dalla prima in una macchia sul suo curriculum. Resta da capire se questo approccio cementerà lo spogliatoio o se finirà per logorare un ambiente che avrebbe forse bisogno di essere valorizzato più che processato dal suo tecnico.

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