Le grandi rimonte scudetto(2°parte)
1975 -1976
La Juventus di Carletto Parola ( quello della rovesciata sulle figurine ) sembra veleggiare tranquillamente verso lo scudetto n. 17, trovandosi alla vigilia della ventiduesima giornata su trenta, cinque punti ( la vittoria ne valeva sempre due ) di vantaggio sul Torino di Gigi Radice, l’ unico a credere ancora nella rimonta che però, a quel punto sembrava estremamente difficile. Il ” Toro ” era impegnato in casa con la Roma ( all’ epoca formazione da metà classifica o poco più ) mentre la Juve era attesa a Cesena dalla squadra – sorpresa della stagione ( tanto che alla fine i romagnoli si qualificarono addirittura in coppa Uefa ). Fino a quel punto, gli eredi del ” Grande Torino ” avevano sempre vinto in casa è, pure quella volta, si imposero per 1 -0, con un colpo di testa vincente di Francesco ” Ciccio ” Graziani ( si, proprio il commentatore tv dalle giacche sgargianti noto per la sua schiettezza dal sapore del pane di una volta ) nel primo tempo. Sotto il sole della prima primavera di Romagna ( si giocò il 21 marzo 1976 ), la Juve sembra in controllo, avendo chiuso la prima frazione avanti 1 -0 ( rete di ” Flipper ” Damiani. Nella ripresa succede quel che non ti aspetti : un onesto pedatore di medio livello, tale Giuliano Bertarelli dalla provincia di Ferrara, beffa due volte il suo marcatore Spinosi ( ex nazionale ) siglando una doppietta al 48° ed al 60° sulla quale, anche il grande Zoff non può nulla. La Domenica successiva è in programma il derby: Ora sembra incredibile ma, in quegli anni, erano più frequenti le vittorie dei granata. Anche quella volta andò cosi ; nel primo tempo, prima con un tiro da fuori di Patrizio Sala ( con leggera deviazione di Cuccureddu ) al 2° e poi, con un colpo di testa al contrario di Damiani per anticipare Graziani ) giusto al 45°, i granata si portano sul 2 -0. Nel sottopassaggio all’ intervallo Luciano Castellini viene colpito da un petardo, non rientrando in campo. La Juve va a segno con Bettega al 67° ma alla fine soccombe per 2 -1 ( risultato trasformato in 2 -0 a tavolino dal giudice sportivo ). Ma non basta ancora : nel turno successivo, il doppio scontro Torino – Milano vede l’ Inter sconfiggere la Juve per 1 -0 ( Bertini al’ 80° ), mentre il Toro sconfigge il Milan per 2 -1 ( in gol Graziani e Garritano ). Il clamoroso sorpasso adesso era realtà. Il Torino mantiene il punto di vantaggio fino all’ ultima giornata. Il Toro perde il primo punto in casa impattando 1 -1 con il Cesena ( perdendo l’ unico punto casalingo del campionato ) ma i bianconeri, vengono battuti a Perugia per 1 -0 ( in gol il povero Renato Curi nel secondo tempo ). Il gol dello scudetto del Torino, fu segnato al 61° dall’ idolo della ” Maratona ” ossia Paolino Pulici, formidabile goleador tutto istinto e acrobazia. Classifica finale : Torino 45, Juve 43. Chi se lo sarebbe mai aspettato…
1987 -1988
Ahimè, veniamo alle dolenti note…Ogni tifoso del Napoli di quel tempo, non può dimenticare la delusione provata il 1 maggio 1988. Il primo Milan di Arrigo Sacchi, distante ben quattro punti due domeniche prima, aveva completato un clamorosissimo sorpasso. vincendo in un drammatico scontro ( naturalmente in senso sportivo ) al San Paolo per 3 -2,a due giornate dalla fine. Ma andiamo per ordine. Nell’ ultimo campionato a 16 squadre ( dalla stagione seguente saranno 18 ) è, , a cinque giornate dal traguardo, il Napoli campione d’ Italia aveva il bel vantaggio di quattro lunghezze ( 41 a 37 ) nei confronti dei rossoneri. L’ imprevedibile però accade : gli azzurri vengono tramortiti 3 -1 a Torino dalla Juventus non senza, una discreta dose di sfortuna. Il Milan con Gullit e Virdis beffa la Roma all’ Olimpico, I punti di vantaggio ora sono solo due. La domenica seguente, un gran gol si Diego non basta per la vittoria a Verona ( 1 -1 ) mentre il Milan domina il derby con l’ Inter, imponendosi ben al di più del 2 -0 finale. Ora resta un solo punto di distacco. Nel faccia a faccia già descritto, dopo una settimana di spasmodica attesa, Virdis segna grazie ad un rimpallo al 36° ma Diego, con una punizione quasi sovrannaturale al 45° raddrizza le sorti. Al 68° l’ equilibrio si spezza di nuovo ancora con Virdis di testa, con Va Basten che triplica al 76°. Rabbiosamente Careca di testa sigla il 2 -3 al 78° ma, alla fine, la miglior freschezza atletica del Milan ebbe la meglio. La possibilità per gli azzurri di riagganciare i rivali ci sarebbe ancora visto che, la Juve blocca sullo 0 -0 il MIlan alla penultima a San Siro ma, un Napoli stanco e sfiduciato cede a Firenze per 3 -2, facendo salire lo svantaggio a due punti, Al Milan poi, per laurearsi campione basta un pari a Como ( 1 -1 ) nell’ ultima recita. Il Napoli, dopo una settimana a dir poco turbolenta ( ricordate il comunicato anti- Bianchi dei giocatori ? ) cede pure alla Sampdoria per 2 -1 chiudendo così a 42 punti contro i 45 di Gullit e compagni. L’ ” Onta ” sarà poi lavata due anni dopo, con il Napoli campione con due punti di distacco. La vendetta è un piatto che si gusta freddo… .
EMANUELE OROFINO

