L’insostituibile

Le due gare che hanno portato il Napoli alla conquista della sua terza Supercoppa Italiana hanno messo in luce un tema a volte lasciato troppo per scontato: Esistono due Napoli, quello con Lobotka e quello senza.
Neres sugli scudi come goleador e giocatore decisivo insieme ad Hojilund, ma la presenza di Lobotka in mezzo al campo la si è sentita forte e chiara. Lo slovacco manca come il pane e l’acqua a tavola quando non c’è. Elmas e McTominay in coppia hanno fatto gare gagliarde ma spesso in sofferenza nella copertura difensiva come a Lisbona e a Udine. La presenza di Lobo davanti alla difesa è stata più che determinante sia contro il Milan in semifinale di Supercoppa che in finale contro il Bologna. Prestazioni maiuscole di un giocatore che, non solo scherma il reparto arretrato, muovendosi in simbiosi a chiudere gli spazi agli avversari, ma che regala verticalizzazioni e linee di passaggio con il compasso e il righello trapiantati nei piedi.
Il suo sapersi posizionare al posto giusto nel momento giusto e sapere dove arriverà la palla e’ una dote che non tutti hanno. Avversari lobotomizzati, lasciateci il gioco di parole, dall’intelligenza tattica del numero 68 che è ormai insostituibile per Antonio Conte. Come disse in una tanto chiacchierata intervista il centrocampista slovacco, Conte non gli darà riposo fino a Giugno e a questo punto speriamo anche oltre perché non si può fare a meno del cervello e metronomo del centrocampo azzurro. Per lui andrebbe coniato un nuovo eroe Marvel ad honorem. Come Thanos nei film della Marvel, lui è Lobotka l’ineluttabile.
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