Lo sconosciuto fallo tattico

L’uscita dalla Champions lascia l’amaro in bocca. Ma se da una parte le assenze e gli errori arbitrali evidenti, incredibilmente commessi nonostante esista la tecnologia, possono essere una magra attenuante, non lo possono essere gli evidenti errori sulle ripartenze rossonere.

Errare humanum est….dicevano i latini ma perserverare est diabolicum. Eh si…proprio il diavolo ci ha messo la coda nelle vesti rossonere di Diaz all’andata e di Leao al ritorno aprendo una falla nella diga azzurra. Se poi aggiungiamo anche il gol in fotocopia fatto sempre al Maradona in campionato ecco che c’è da porsi una domanda: ma il fallo tattico esiste nel vocabolario azzurro?
Limitandosi alle due gare di Champions, è davvero incredibile come a SanSiro Lobotka e Mario Rui si lascino saltare nelle trequarti avversaria da Diaz senza neanche tentare il minimo fallo o trattenuta per frenarne la ripartenza. Idem ieri al Maradona, Ndombele si guarda Leao scappare davanti e pur avendone la possibilità non lo frena. Qui non si tratta di essere antisportivi nel tirare una maglia o nel far male ad un avversario. Si chiama “fallo tattico” e su questo gli azzurri devono fare mea culpa perché non applicarlo e prendere i gol in fotocopia, che ti costano il passaggio del turno, è davvero incredibile. Il famoso “giallo ben speso” è mancato in questa doppia sfida europea. Quelli che sono invece arrivati sono stati pesanti e ingenui oltre che   impari perché non comminati in occasioni analoghe agli avversari . Ormai il latte è versato e non si può tornare indietro. Guardiamo avanti perché c’è un traguardo da raggiungere adesso per uno storico tricolore e in queste ultime gare non bisogna lesinare nulla e imparare da questi errori perché non si possono concedere questi bonus agli avversari che diventano macigni nell’economia di uno scontro diretto, sia in Europa che in campionato.
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