Lo Zibaldone azzurro: Empoli-Napoli dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri pomeriggio con il classico gioco dell’alfabeto 

Apocalisse- Sui livelli di Napoli-Verona, poco meno di Napoli-Salisburgo. Sconfitta che sa di tradimento e mancanza di rispetto nei confronti di tanti tifosi accorsi ad Empoli per sostenere la squadra.

Bestia nera Andreazzoli- Sei punti su sei contro il “maestro” Luciano Spalletti. Da Napoli a Napoli, il suo Empoli risorge improvvisamente e si regala una giornata di festa enorme.

Confusione estrema- Il doppio vantaggio aveva coperto qualche campanello d’allarme già avvertito quando la partita sembrava chiusa. È bastata la prima rete dei toscani per distruggere ogni base.

Dimostrazione evidente che tra Meret e il Napoli non possa esserci connubio solido. L’estremo difensore friulano giochicchia con il pallone, se lo fa rubare da Pinamonti e condanna il Napoli. Incubo.

Esclusivamente Dries Mertens- È l’anima di un gruppo, che sta perdendo tutte le cose positive fatte nella parte iniziale della stagione. Pressing intelligente, fa da spalla ad Osimhen e segna da cecchino. Imprescindibile.

Fragili e privi di carattere- È una squadra che sta venendo meno alla prima difficoltà, priva di personalità e di esperienza per uscire fuori da circostanze complicate.

Graziato più volte il Napoli nel corso del primo tempo. Gli azzurri avevano concesso ugualmente tantissime occasioni, ma gli uomini di Andreazzoli non erano stati cinici. Tutto restituito nel finale folle.

Hirving Lozano disputa una buona prova fornendo l’assist per il vantaggio di Mertens con un pallone teso dalla destra. Pimpante e nel vivo del gioco, ma non basta.

Ingresso nefasto di Kevin Malcuit, che riesce nell’ardua impresa di fare addirittura peggio di Zanoli. Da un suo svarione nell’impostazione nasce la rete di Henderson. Goffo e in estremo ritardo anche nella circostanza della terza rete. Impresentabile.

Lasciano il campo Mertens e Insigne e cominciano i problemi: entrambi erano stati decisamente tra i migliori del Napoli e non sembravano neanche in debito di ossigeno. Perché sostituirli?

Meritatissimi i fischi dei cinque mila napoletani accorsi al Castellani. Inspiegabile e illegittima mancanza di rispetto nei confronti di chi mette la passione per il Napoli al primo posto nella vita.

Non c’è chiarezza neanche nei tweet post gara. Prima il ritiro voluto dalla società, poi da Spalletti e condiviso dalla società e infine si tratta soltanto di incontri serali. Misteri…

Ormai la stagione del Napoli è terminata, salvo clamorosi suicidi e imprese pazzesche delle inseguitrici. Ragionamenti seri in vista della prossima annata. Niente deve essere dato per scontato…

Patatrac- Sette minuti per combinarla davvero grossa e spegnere qualsiasi residuo di speranza e di entusiasmo. Morte calcistica.

Qualificazione in Champions che sicuramente non è sufficiente per ricucire uno strappo enorme creatosi da alcuni anni tra club e tifoseria. Ci voleva un’impresa in negativo per spegnere l’entusiasmo della città di Napoli. Impresa riuscita.

Ritiro permanente- La società annuncia che alla ripresa degli allenamenti tutta la squadra andrà in ritiro. Il minimo… Resta tuttavia lo scempio totale.

Sentirsela addosso- Dichiarazione emblematica di Spalletti alla vigilia del match. Il Napoli, al contrario, ha disonorato la maglia e tutta la propria storia.

Tre reti in sette minuti contro una squadra che non vinceva da un’eternità: punti bassi sono stati toccati già in passato, ma stavolta si parla di abissi…

Urge sentire la voce di qualche esponente della società per spiegare (nei limiti di ciò che è spiegabile) cosa è successo nel finale di una gara che stava incanalandosi verso una vittoria non meritatissima, ma che sicuramente era quasi in ghiaccio.

Vergogna più totale- Quando si perdono le partite in un modo del genere, è l’unico sentimento che può prevalere. Bisogna stare in silenzio e lavorare duramente.

Zielinski- Entra in campo e il Napoli scende all’inferno. Chiaro che le colpe non sono principalmente le sue, ma nel finale rinuncia ad una facile conclusione dal limite. Rispecchia il suo momento.

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