Lo Zibaldone azzurro: Genoa-Napoli dalla A alla Z
Riviviamo la partita di ieri pomeriggio con il classico gioco dell’alfabeto

Andrea Petagna: regala i tre punti al Napoli l’attaccante in procinto di partire in direzione Genova, sponda sampdoriana. Stacco perfetto su calcio piazzato ed esultanza a dir poco polemica. Gli azzurri gioiscono ma perdono un’arma importante nella propria rosa.
Baricentro che si abbassa eccessivamente nella seconda frazione di gioco, consentendo al Genoa di guadagnare campo e impadronirsi del pallino del gioco per larghi tratti della ripresa. Condizione non ancora ottimale: contava vincere ma si deve migliorare.
Carattere forte- Luciano Spalletti invoca da sempre una mente forte all’interno di un giocatore forte e in queste prime due uscite il Napoli ha dimostrato di avere grande determinazione e notevole personalità. Si vince andando oltre le defezioni presenti in rosa e oltre qualche lacuna ancora evidente nel gioco.
Dormita dei terzini nella circostanza della rete di Cambiaso: Mario Rui, che poi si riscatta, concede troppo e Di Lorenzo non va a chiudere sull’esterno genoano lasciandolo libero di concludere nella porta di Meret.
Ekuban- Cerca di garantire dinamismo al reparto offensivo, effettuando anche un pressing costante. Sbaglia spesso però nel controllo palla e commette anche diversi errori in appoggio.
Falso nove- Lorenzo Insigne riesce ad interpretare benissimo un ruolo sicuramente non ideale per le sue caratteristiche: crea tante occasioni, si muove bene e colpisce un palo nel primo tempo. Poi si allarga leggermente e pennella una splendida apertura che fa nascere il vantaggio del Napoli. Indispensabile.
Genoa che è sceso in campo con un piglio totalmente differente rispetto ad una settimana fa, quando era stata letteralmente demolita dall’Inter. Tanta densità a centrocampo e spirito battagliero fin dall’inizio del secondo tempo.
Hernani- Viene schierato alle spalle della punta, ma non effettua alcuna giornata rilevante. Saltato in modo netto da Fabian Ruiz nella circostanza della rete partenopea. Insufficiente.
Impreciso nelle uscite alte Alex Meret, che di fatto viene graziato dal VAR che ravvede un fallo ai suoi danni da parte di un calciatore del Grifone. Prova in ogni caso positiva, soprattutto in virtù di una parata straordinaria su un tiro a colpo sicuro di Ghiglione.
Letale, come sempre, Goran Pandev, che potrebbe giocare tranquillamente per un altro decennio. Stavolta però il suo sigillo viene cancellato con l’ausilio della tecnologia. Aveva punito nuovamente la sua ex squadra.
Magistrale l’ingresso in campo di Adam Ounas, che brucia letteralmente il terreno di gioco saltando gli avversari come se fossero birilli. Determinante anche per guadagnare secondi preziosi negli istanti finali della gara. Non è consigliato privarsi di lui.
Nervoso e polemico nelle interviste del post: Ballardini si lamenta addirittura per qualche sorriso di troppo da parte del Napoli nel momento in cui il VAR annullava la rete del pareggio per fallo su Meret. Dente avvelenato, ma esce sconfitto e frustrato.
Ottima gara per Lobotka, che gestisce diversi palloni e orchestra bene la manovra. Davanti alla difesa dimostra di essere a suo agio. Collocazione più propizia per lo slovacco.
Politano- Primo tempo di grande vivacità ed intensità: si rende protagonista nell’azione del gol di Fabiàn. Cala leggermente nella ripresa, ma il suo contributo è di importanza vitale.
Quintetto in vetta: Lazio, Inter, Roma, Milan e Napoli sono le uniche squadre a punteggio pieno dopo due giornate. Atalanta e sopratutto Juventus perdono terreno tra le sette sorelle. Tuttavia la strada resta lunghissima e particolarmente ardua.
Riscatto di Fabiàn: lo splendido gol con il mancino fuori area dà luce ad una prova piuttosto opaca e soprattutto costituisce una risposta personale alla mancata convocazione in Nazionale. Condizione decisamente da rivedere. Che sia la rete della scossa!
Sei punti per cominciare a mettere una prima e piccola base su una stagione che sarà sicuramente molto complessa e che prevede una lotta serratissima per un piazzamento in Champions League. Risposte positive, ma testa bassa e lavorare con umiltà.
Trova gloria il giovane Cambiaso, che sbuca alle spalle di Di Lorenzo e beffa Meret sul primo palo. Incubi per il terzino azzurro, che rivive l’identica circostanza della rete di Shaw nella finale degli Europei.
Una mancata di minuti per l’esordio di Juan Jesus, chiamato a sostituire un nervoso Mario Rui nei minuti di recupero. Soluzione d’emergenza nel ruolo di terzino sinistro, in attesa di Ghoulam…
Valoroso e sontuoso Kalidou Koulibaly. Alla distanza il migliore in campo nella gara di Marassi. Granitico dietro, spettacolare negli interventi nel gioco aereo. Sfiora anche la rete con una galoppata delle sue.
Zero euforia e niente entusiasmo eccessivo, tuttavia era fondamentale cominciare con due vittorie la stagione e mettersi alle spalle il lutto calcistico dello scorso maggio. Ora si va avanti e bisognerà avere le spalle forti!
