Lo Zibaldone azzurro: Hellas Verona-Napoli dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri pomeriggio con il classico gioco dell’alfabeto 

Assoluto dominatore della mediana: il rientro di Zambo Anguissa dal primo minuto cambia radicalmente il volto del Napoli. Giocatore dalle doti uniche, che riesce ad abbinare armoniosamente qualità e quantità, dimostrando di essere una pedina di vitale importanza.

Bentegodi civilissimo come di consueto. Da ogni settore provengono cori simpatici e manifestazioni di affetto estremo nei confronti dei napoletani. Melodia…

Croce e quasi delizia Mario Rui, che si perde la marcatura di Faraoni nella circostanza del gol del Verona, poi nel finale spacca la traversa con un destro micidiale.

Devastante Giovanni Di Lorenzo, autore di una prova eccellente in entrambe le fasi. Ordinato in copertura e freccia costante in proiezione offensiva, avendo il merito di aver battuto la prima decisiva rimessa laterale, per poi confezionare l’assist per il raddoppio di Osimhen.

Ex di turno Amir Rrahmani, che effettua diverse chiusure efficaci nel periodo di massima pressione da parte del Verona. Qualche piccola incomprensione con Koulibaly, ma fornisce ancora la solita prova di solidità.

Fattore rimessa laterale: a partire da tale circostanza il Napoli crea le due azioni che portano alla doppietta di Osimhen, manifestando di avere anche una buona dose di astuzia e sfruttando le palesi distrazioni da parte degli scaligeri.

Geometrie esemplari di Stanislav Lobotka, che gioca con la consueta maestria e sapienza in mezzo al campo, tenendo a bada i due trequartisti del Verona e facendo girare palla sempre con la massima sicurezza e rapidità di pensiero.

Hellas col dente avvelenato ogni volta che gioca contro il Napoli. Proteste a raffica e notevole difficoltà ad accettare il verdetto del campo. Solite storie.

Inferiorità numerica per i padroni di casa, che nel finale perdono Ceccherini per doppia ammonizione a causa di un ingenuo tocco con la mano.

Letale Victor Osimhen, che spacca letteralmente la partita. Frustata formidabile per il vantaggio e tapin vincente da vero rapinatore d’area. Sono nove le reti in campionato. Ancora tanto da migliorare, ma è imprescindibile.

Monumentale il capitano di giornata, Kalidou Koulibaly. Spettacolare ad inizio ripresa, quando per ben due volte va a murare il povero Depaoli che cercava di avanzare sulla destra. Comandante insuperabile!

Nuova sfida tra Verona e Napoli e nuovo duello tra Gunter e Osimhen, con quest’ultimo che stavolta riesce a vincere ampiamente il duello rusticano al cospetto del tignoso difensore locale.

Obiettivo Champions che sembra ormai quasi in cassaforte. L’Atalanta continua a perdere terreno e le prime quattro posizioni sembrano essere davvero in ghiaccio. Soltanto un suicidio totale potrebbe cambiare le carte in tavola.

Parte dall’inizio Hirving Lozano, che talvolta agisce quasi da seconda punta facendo da spalla ad Osimhen. Cerca sempre di essere complementare nei movimenti rispetto al numero 9. Cala alla distanza.

Qualche istante di preoccupazione in seguito all’infortunio occorso a David Ospina, vittima di un doloroso pestone sulla mano destra. Il Patron stringe i denti e termina la gara, scongiurando così l’ingresso di un estremo difensore non propriamente esperto.

Ricordi nefasti suscitati dalla rete di Faraoni, che così come nello scorso maggio riesce a trovare il guizzo vincente con un inserimento perfetto dalla destra. Stavolta, però, è un gol che vale poco.

Sarà davvero un segnale? Il Napoli torna alla vittoria dopo la cocente delusione di una settimana fa. Si attendono le prossime uscite per capire se questa squadra potrà ancora lottare per il vertice o dovrà accontentarsi di una contesa per un posto Champions.

Tarantolato sulla panchina Igor Tudor, il quale si lamentava in occasione di ogni contrasto duro vinto dal Napoli, andando praticamente contro il suo credo abituale. Vlahovic sarà anche più forte di Osimhen, ma intanto quest’ultimo l’ha punito eccome.

Un assist vincente da parte di Politano, che tuttavia evidenzia ancora qualche lacuna per ciò che concerne la pericolosità in fase offensiva. Dai suoi piedi tuttavia, così come a Venezia, nasce una giocata risolutiva.

Vergognoso, ed è anche poco, lo striscione esposto da qualche caso umano della curva veronese, che inneggiava per una guerra da far scoppiare in Campania. Ignoranza dilagante.

Zielinski- Il centrocampista polacco, in calo nelle ultime settimane, trova spazio solo nel finale ma con un approccio per nulla convincente. Spalletti lo bacchetta nel post gara. Può e deve fare di più.

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