Lo Zibaldone azzurro: Inter-Napoli dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri pomeriggio con il classico gioco dell’alfabeto 

 

Approccio piuttosto positivo degli azzurri, che effettuano un buon pressing sui portatori di palla avversari e hanno anche il merito di portarsi in vantaggio dopo una bella combinazione tra Insigne e Zielinski. Poi un’ora abbondante di calo e difficoltà nel palleggio.

Brozovic è la fonte di gioco che fa malissimo agli azzurri: non appena il croato sale in cattedra iniziano i dolori per i partenopei, che subiscono il fraseggio dei nerazzurri e non trovano le giuste distanze in mezzo al campo.

Corsi e ricorsi storici al Meazza: in campionato le trasferte in terra nerazzurra stanno diventando letteralmente stregato. Quando tutto sembra fatto, tutto viene cancellato senza un minimo di logica…

Disastrosa la prova di Fabiàn Ruiz, che si rivela nettamente evanescente. Nullo nello sviluppo della manovra, calcia debolmente da ottima posizione e non commette un fallo di astuzia che avrebbe fermato la ripartenza del momentaneo 3-1. Fuori gioco.

Entra in campo e riapre immediatamente il match: strepitoso il gioiello di Mertens, che ritrova la gioia della rete anche in campionato. Nel finale però si divora la palla del pareggio, che viene spedita alle stelle…

Follie anche da parte di Simone Inzaghi, che abbassa notevolmente il baricentro negli ultimi venti minuti e rimette in partita un Napoli, che obiettivamente si stava avviando mestamente verso la sconfitta.

Gravissima la decisione di non mettere alcun uomo sul palo di Ospina nella circostanza del corner che ha portato al vantaggio dell’Inter. Leggezza che costa carissima.

Hirving Lozano comincia a fari spenti il match, poi si fa vedere con un paio di guizzi sulla fascia destra che creano qualche grattacapo alla retroguardia locale. Ancora troppo poco per quelle che sono le sue ambizioni…

Implacabile il Toro Martinez contro il Napoli: quarto gol in Serie A al cospetto dei partenopei. Non ha segnato così tanto contro nessun’altra squadra…

Letture probabilmente tardive da parte di Luciano Spalletti, che ancora una volta tarda eccessivamente qualche cambio, non riuscendo a spostare in tempo i binari di un match, che ha visto per larghi tratti la supremazia dell’Inter.

Modo peggiore per rispondere alle uscite fuori luogo degli ultimi giorni: Insigne, assist a parte, si rivela un fantasma e per gran parte del match lo si attende invano.

Notte fonda per gli azzurri, che ricevono anche la nefasta notizia delle fratture multiple scomposte subite da Victor Osimhen. Sarà durissima rinunciare al nigeriano per almeno due mesi.

Opportunità clamorose di pareggiare: prima Mario Rui costringe Handanovic ad un intervento prodigioso, poi l’Inter viene graziata anche da Mertens. Epilogo analogo a quello della passata stagione.

Perde ogni tipo di certezza il Napoli dopo la rete del pari dell’Inter. Reparti sfilacciati, tante palle perse banalmente e poche idee per creare varchi interessanti nella metà campo dei rivali.

Quanta fatica sulla trequarti! Inevitabilmente pesa il dato dei zero gol su azione in campionato di Insigne e le poche realizzazioni da parte di Lozano e Politano. Alle spalle di Osimhen son problemi!

Resettare immediatamente e proiettarsi ai prossimi due impegni settimanali, che hanno un valore notevole. Spartak e Lazio per far tornare il sorriso e ridare serenità all’ambiente.

Splendido il contributo di Hakan Calhanoglu sulle palle inattive: rigore al fil di palo e angolo perfetto per la testa di Perisic. Piede fatato che manda ko il Napoli.

Trema nel finale l’Inter, che con i cambi ultraconservativi di Simone Inzaghi, lascia definitivamente il possesso agli avversari e rischia di compromettere tutto quanto di positivo costruito in precedenza.

Una settimana per mettersi alle spalle le macerie del Meazza e provare a riprendere subito fiducia contro Spartak e Lazio. Compito complesso ma non impossibile.

Valeri eccessivamente severo ed intransigente: a partire dal decimo minuto il direttore di gara estrae una quantità industriale di cartellini da una parte e dall’altra. In alcuni casi si poteva sicuramente sorvolare.

Zielinski porta in vantaggio il Napoli con una prodezza da fuori area che trafigge Handanovic: il polacco ha avuto anche il merito di aver rubato palla a Barella, facendo quindi partire l’azione del gol. Successivamente scompare anche lui.

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