Lo Zibaldone azzurro: Lazio-Napoli dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto 

Atteggiamento impeccabile da parte degli azzurri dopo la rete del pareggio. Gli ospiti non si accontentano e continuano a carburare fino a trovare il guizzo vincente.

Bella parata su un colpo di testa di Anderson, ma ancora insicuro sulle palle alte e inchiodato sulla linea di porta sui corner degli avversari. Luci ed ombre sulla prova di Meret, che non garantisce sicurezza al reparto difensivo.

Colpo grosso all’Olimpico nel segno della doppia “K”. Dopo il deludente pareggio contro il Lecce il Napoli si riscatta ottenendo una vittoria contro una diretta rivale per l’alta classifica.

Dentro-fuori. Questo è Piotr Zielinski, prendere o lasciare. Il centrocampista polacco non inizia bene, sbagliando diversi appoggi semplici. Poi all’improvviso confeziona l’assist per il gol di Kim e sale in cattedra.

Ennesimo infortunio rimediato dallo sfortunato Lozano, che in occasione di uno scontro aereo con Marusic ha la peggio ed è costretto a dare forfait. In bocca al lupo al Chucky.

Fattore Kim su palla inattiva: il Napoli ha ufficialmente trovato un’arma letale. Il coreano è un armadio che si lancia su ogni sfera e dimostra di avere anche un buon feeling con la porta.

Gara totalmente cambiata con l’ingresso in campo di Matteo Politano, il quale ancora una volta è decisivo a partita in corso facendo ampiamente la differenza sulla corsia di destra.

Horror i primi minuti del Napoli, che soccombe dinanzi al palleggio e alla velocità dei padroni di casa, incassando la rete al promo tiro in porta.

Inizia male ma si riscatta alla grande Frank Zambo Anguissa, che gradualmente guida la manovra degli azzurri e ha il merito di servire un cioccolato a Kvara in occasione del vantaggio.

Lanci lunghi verso Osimhen che erano diventati una soluzione monotona nella prima frazione di gioco. Nella ripresa invece il Napoli tiene maggiormente la palla a terra e fa male ai propri rivali.

Monumentale il lavoro dei due centrali difensivi partenopei, i quali hanno il merito di limitare nettamente un cliente ostico come Immobile. Progressi.

Novanta minuti col fiato sospeso perché era fondamentale ripartire immediatamente dopo la delusione infrasettimanale. Il Napoli legittima un’ampia supremazia territoriale.

Opaca la gara di Luis Alberto, che non riesce mai a creare pericoli seri alla difesa avversaria. Una notizia eccellente per il Napoli, che ha un pericolo in meno a cui pensare. Sostituito ad inizio ripresa da Vecino.

Polemico nel post partita Maurizio Sarri, che si appella agli episodi arbitrali per giustificare la sconfitta contro la sua ex squadra. Onestamente sembra esagerato…

Quarto sigillo in campionato per il furente Kvaratskhelia, autore di una rete di giustezza con un tiro preciso e potente che spacca la porta. Energia pura.

Risultato giusto per quel che si è visto il campo. La Lazio domina per metà primo tempo, poi emerge una supremazia evidente da parte del Napoli che fa la voce grossa fino al novantacinquesimo.

Sozza non si fa condizionare dall’atmosfera dell’Olimpico e dirige in maniera autorevole, adottando un metro equo e uniforme. I cartellini arrivano soltanto nel finale.

Tanto sacrificio per Victor Osimhen, che manifesta ancora evidenti limiti tecnici, ma fa a sportellate con gli avversari, colpisce un palo e nel finale contribuisce a far salire la squadra. Generoso.

Una confessione velata da parte di Spalletti, che riconosce la timidezza di Meret. Si percepisce che la fiducia del tecnico toscano nei confronti dell’estremo difensore sia abbastanza relativa.

Veronica strabiliante e missile da fuori area che si stampa direttamente sul palo. Giocata meravigliosa all’Olimpico, firmata Kvara.

Zaccagni inizia coi fuochi d’artificio trovando l’angolino con una conclusione chirurgica dalla distanza. Da quel momento pensa più alla fase difensiva, rendendosi poco pericoloso sulla sinistra.

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