Lo Zibaldone azzurro: Milan-Napoli dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto 

Attenzione al Napoli: fondamentale restare con i piedi per terra. Siamo solo all’inizio, tuttavia una squadra che batte Milan, Liverpool e Lazio esprimendo un gioco del genere deve essere ambiziosa, in modo sano e senza pretese.

Bacio per la vetta: immagine emblematica della serata. Simeone segna e manda baci che fanno impazzire tutti i tifosi del Napoli, in estasi totale.

Comprensibile la difficoltà riscontrata dal neoentrato Zerbin, chiamato a fronteggiare, con risultati ampiamente negativi, il treno Theo Hernandez. Nonostante l’errore però tenta subito di riscattare con un tiro da posizione defilata che viene respinto da Maignan.

Decisivo Alex Meret: il portiere azzurro mette finalmente in evidenza il proprio talento compiendo almeno tre parate di elevata fattura e dimostrando anche di avere personalità. Che sia la svolta anche per lui!

Effettua due sostituzione ad inizio ripresa Stefano Pioli, il quale manda in campo Dest e Kalulu in luogo degli ammoniti Calabria e Kjaer. Scelta che si rivela fatale, dal momento che l’ex Barcellona provoca il calcio di rigore dopo pochi minuti.

Fraseggio meno intenso e costante del solito, soprattutto per meriti della compagine di Pioli che effettua un calcio intraprendente e ben ragionato. Un bello spettacolo.

Garanzie difensive del Milan, che crollano vertiginosamente dall’ingresso di Simeone, il quale con un’intelligenza estrema manda in difficoltà i due centrali rossoneri e li punisce.

Ha fatto un’impresa il Napoli, perché andare a vincere con tale determinazione avendo in squadra tanti giocatori giovani deve necessariamente far salire in cattedra questo gruppo.

Imprendibile Theo Hernandez sulla corsia mancina: il terzino rossonero galoppa nonostante qualche guaio muscolare e da una sua percussione fulminea nasce il gol del pari di Giroud.

Leggendario Stanislav Lobotka, che ormai rende superfluo qualsiasi aggettivo per definirlo. Ennesima prova di un livello inestimabile. È vita.

Monster Kim- Il coreano è il dominatore e il gigante della retroguardia partenopea, facendosi valere nel gioco aereo. Nel finale sbarra la strada a Brahim Diaz che assaporava la gioia del gol. Fa partire un urlo da “mostro”!

Nemico dei rossoneri: Matteo Politano sigla la quarta rete a San Siro, il Milan è la squadra contro cui ha realizzato il maggior numero di gol e subisce le sue punture letali.

Ora è tempo di ricaricare le pile e prepararsi al successivo tour de force dopo la sosta per le Nazionali, sempre scomoda e piena di insidie.

Prima frazione di gioco di marca rossonera, ma il Napoli regge l’urto contenendo le offensive dei padroni di casa, letteralmente indiavolati.

Questa squadra conferma di esprimersi in modo sublime lontano dalle mura amiche: maggiore leggerezza, personalità e manifestazione evidente delle proprie qualità.

Raspadori non è propriamente a suo agio nel ruolo di prima punta. Viene gestito bene da Tomori e Kjaer e si sacrifica spesso cercando di recuperare palla a ridosso della metà campo.

Superato l’esame di laurea in casa dei campioni di Italia: sofferenza, tenacia, resilienza e sfacciataggine consentono agli ospiti di fare il colpo grosso a San Siro.

Traverse salvaNapoli: Giroud nel primo tempo e Kalulu al fotofinish spediscono la sfera sulla traversa graziando gli avversari.

Un cross meraviglioso e impeccabile di Mario Rui porta al gol di Simeone, che precedentemente aveva protetto palla in maniera deliziosa. Calcio vero!

VAR che richiama il signor Maurizio Mariani per certificare il fallo di Dest sulla gamba di Kvaratskhelia. Contatto che a prima vista non era evidente, ma in realtà c’è stato.

Zielinski non è particolarmente appariscente come nelle precedenti occasioni, ma nei primi quarantacinque minuti pennella una traiettoria perfetta per la testa di Politano: unica vera chance nella prima metà di gara.

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