Lo Zibaldone azzurro: Napoli-Empoli dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri pomeriggio con il classico gioco dell’alfabeto 

Aggiungere un altro membro alla maxi lista: anche Zanetti rientra a far parte degli allenatori che hanno da recriminare, dichiarando di aver subito un rigorino per un contatto dall’entità nulla. Apprezzabile per gli elogi al Napoli.

Bandinelli- Probabilmente il migliore dei suoi: contiene bene le offensive dei partenopei con ottima dose di fisicità e attenzione, ma allo stesso tempo non rinuncia ad inserirsi quando ne ha l’opportunità.

Conquista la decima vittoria consecutiva in campionato un Napoli che non è intenzionato a calare la china e nonostante qualche difficoltà tenta sempre di andare oltre l’ostacolo.

Difficoltà riscontrate da Raspadori nel ruolo di esterno: è evidentemente adattato e contro una squadra che si chiudeva dietro serviva un calciatore più abile nell’uno contro uno. Ciononostante sfiora una rete di pregevole fattura a fine primo tempo.

Estrema sofferenza al cospetto di un avversario ben messo in campo e che prendeva puntualmente tutti i cross effettuati dal Napoli. Solo una giocata del genere di Osimhen poteva sbloccare la gara.

Fraseggio meno fluido del solito, complice anche un legittimo calo fisico e atletico a causa dei numerosissimi impegni degli ultimi giorni.

Gol alla Zielinski, da mezzala pura che si inserisce con i tempi ideali e con un colpo al volo fulmina l’incolpevole Vicario. Impatto.

Haas- Contributo notevole in fase difensiva, ostruendo le trame di gioco dei rivali e non consentendo alle due mezzali di inserirsi con regolarità.

Ismajli e Luperto giganteggiano per ben settanta minuti, effettuando chiusure puntuali e risolutive soprattutto nel gioco aereo. Poi si arrendono anche loro.

Luciano Spalletti viene premiato prima del match, in qualità di miglior allenatore di ottobre. L’auspicio è che possa essere il tecnico di tutti i mesi fino a giugno.

Man of the match Hirving Lozano, il quale spacca letteralmente la partita realizzando il penalty, anche con un pizzico di fortuna, e pennellando un cross perfetto per il raddoppio di Zielinski.

Non demerita Tanguy Ndombele, che nel primo tempo innesca forse le uniche due vere palle gol, con verticalizzazioni intelligenti a dimostrazione delle sue qualità. In crescita.

Ormai sta diventando insostituibile: non segna ma la partita si indirizza grazie alla sua fame e cattiveria da divoratore famelico. Osimhen si procura il rigore, si spende per la squadra e continua a trascinare il Napoli.

Panchina decisiva: chiunque entri in campo nella ripresa sa trovare sempre il modo di incidere e di rivelarsi meravigliosamente decisivo nell’economia del match.

Quantità elevata di effettivi che a turno riescono a fare la differenza, risolvendo partite anche ostiche come quella di ieri. Splendida varietà di soluzioni.

Ritmi eccessivamente lenti nella prima frazione di gioco: è vero che l’Empoli ha chiuso bene ogni spazio, tuttavia i partenopei non hanno fatto granché per creare seri pericoli.

Sarà necessario mantenere un profilo basso nella prossima gara e soprattutto nei prossimi mesi: è solo una prima fase di una stagione lunghissime e ricca di insidie.

Tenta in tutti i modi possibili di strappare un punto dal Maradona, anche ricorrendo a numerose irregolarità che vengono sanzionate da Pairetto. Alla fine la tattica difesa e ripartenza operata dall’Empoli non paga.

Una sola partita da disputare prima della maxi sosta per il Mondiale. Un ultimo sforzo per mettere la ciliegina sulla torta di una prima parte di stagione incredibile.

Vale il doppio questa vittoria sofferta, perché nel frattempo il Milan non è riuscito a superare la resistenza della Cremonese e pertanto gli azzurri vanno a +8 sulle inseguitrici. Calma.

Zero reti incassate dal Napoli e un solo pericolo concreto nell’ultimo minuto del match, quando Bajrami ha calciato da posizione defilata trovando la gran risposta di Meret. Compatti.

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