Lo Zibaldone azzurro: Napoli-Fiorentina dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri pomeriggio con il classico gioco dell’alfabeto 

Addio sogni di gloria: è una sconfitta durissima da digerire, ancora una volta il Napoli viene meno sul più bello e incassa una batosta terrificante.

Batosta terrificante per le ambizioni di una squadra che aveva esplicitamente dichiarato di volerci provare fino all’ultimo istante.

Cabral- Ci mette lo zampino in occasione del vantaggio dei toscani, poi chiude la pratica con un gran destro a giro sul secondo palo. Pomeriggio di gloria anche per lui.

Disastrosa la prova di Amir Rrahmani, che dopo i sintomi influenzali di qualche giorno fa gioca una gara del tutto insufficiente capendoci poco o nulla sulle offensive degli ospiti.

Entra e cambia ancora il match. Passano soli due minuti e Dries Mertens timbra il cartellino dimostrando ampiamente di meritare il posto da titolare.

Finale di gara in cui è più la Fiorentina a sfiorare il poker che il Napoli a cercare la rete del pari. Confusione totale nella ripresa.

Generoso in fase offensiva, ma stavolta Zanoli evidenzia decisamente qualche problema in più in copertura, facendosi trovare in colpevole ritardo nella circostanza del secondo gol della Viola.

Hirving Lozano- Entra nella ripresa provando a garantire qualche guizzo in più sulla destra. Pesa tantissimo il passaggio sbagliato per Osimhen, che avrebbe lanciato il numero 9 tutto solo davanti alla porta.

Incassa reti a ripetizione il Napoli, che perde anche la leadership nella classifica relativa alla miglior difesa. Ottava gara consecutiva senza mantenere la porta inviolata. Ulteriore problema.

Lanci lunghi dalla difesa spesso forzati e che hanno consentito alla Fiorentina di recuperare rapidamente il possesso. Si cambi soluzione ogni tanto!

Monotematico per gran parte del match il Napoli, che ha insistito eccessivamente sulla palla lunga per Osimhen, rinunciando a giocare palla a terra. In casa non si riesce ad essere imprevedibili.

Nico Gonzalez- Freccia irrefrenabile sulla corsia di destra, vince ogni duello in velocità con Mario Rui e spara un missile nella porta di Ospina. Talento!

Otto gol subiti dalla Fiorentina nelle due partite casalinghe di quest’anno, scaturite da azioni tra l’altro molto simili a distanza di soli tre mesi. Vince con merito la compagine di Italiano.

Primo gol italiano per Ikoné, il quale dopo aver commesso una serie di errori grossolani nelle partite precedenti, riesce a timbrare il cartellino con una grande conclusione ad incrocio.

Quinta sconfitta casalinga in campionato. Quello che era un fortino sta diventando sempre di più una recinzione fragile e tutt’altro che invalicabile. Tristezza…

Ritorno al passato- Dalla Fiorentina alla Fiorentina, da aprile ad aprile. Dai tre gol del Franchi ai tre del Maradona. La Viola spezza le ali agli azzurri.

Sentenza- Come dichiarato anche da Spalletti, la debacle interna sancisce probabilmente la fine di ogni aspirazione di prendere quel treno che passa una volta sola…

Troppo solo, e non è assolutamente la prima volta, Victor Osimhen. Fino all’ingresso di Mertens il centravanti nigeriano era l’unico a far pressing costante sui difensori avversari. Distanti i compagni di reparto, con un passo differente dal suo.

Ultimo a mollare, nonostante qualche guaio fisico accorso nella ripresa. Assist per Mertens e rete di pregevole fattura. Victor Osimhen c’è sempre, però non può sempre risolvere da solo i problemi in fase offensiva.

Venuti- Qualche sbavatura di troppo, specie quando si fa rubare il tempo da Mario Rui, che però grazia la Fiorentina. Riesce successivamente a controllare abbastanza tranquillamente Insigne.

Zielinski- Prestazione quasi anonima da parte del centrocampista polacco. Da segnalare solo l’assist per Osimhen, che era però in posizione di off-side. Deludente

Translate »
error: Content is protected !!