Lo Zibaldone azzurro: Napoli-Juventus dalla A alla Z
Riviviamo la partita di ieri pomeriggio con il classico gioco dell’alfabeto

Bordata di dischi per la Juventus e per Bonucci in particolar modo. Vivere serate del genere, di sana rivalità e con il pubblico così caloroso è una nuova rinascita del calcio.
Cambia la partita- L’ingresso di Adam Ounas determina una modifica di spartito. Il Napoli diventa molto più vivace in avanti, diventa imprevedibile e per le prime volte impensierisce realmente la retroguardia ospite.
Dura legge di Kalidou Koulibaly: ancora nei minuti finali, ancora una rete decisiva. Dolci ricordi della serata dell’Allianz nell’anno dei 91 punti e riscatto bellissimo di quell’autorete beffarda che vanificò una grande rimonta del Napoli. Lui c’è sempre.
Estasi allo stato puro nel momento in cui il signor Irrati decreta la fine del match. Bolgia del Maradona e gioia incontenibile da parte del pubblico che attendeva da mesi una serata del genere.
Fantastico il clima vissuto allo stadio, a partire dal pre gara addolcito dalle note di “La mano de Dios” ai cori di festa del post che vanno a coronare una serata da incorniciare. Che sia il punto di partenza per una stagione di riscatto totale.
Graziato il Napoli in un paio di circostanze, quando gli azzurri hanno perso malamente la palla a ridosso della propria area e gli avversari non ne hanno approfittato. Errori da matita blu che vanno rimossi immediatamente.
Hirving Lozano- Qualche spunto degno di nota da parte del messicano, tanta corsa nel finale e contributo notevole per far passare il tempo nelle battute conclusive del match. Non mancano alcuni svarioni, che tuttavia non sono determinanti.
Insormontabile Kalidou Koulibaly, che vince tutti i duelli nella propria area di rigore non lasciando neanche le briciole agli attaccanti bianconeri. Due percussioni in grande stile e la rete nel finale che manda il pubblico in visibilio. Perfetto.
Lascia il campo per un trauma contusivo al ginocchio Lorenzo Insigne: il capitano aveva disputato la solita gara generosa, con tanta qualità sulla corsia mancina poi è costretto a dare forfait dopo alcuni minuti di sofferenza.
Massimiliano Allegri non accetta la sconfitta maturata sul campo e va a dire qualcosa di troppo al collega Spalletti provocando un battibecco che poteva sfociare addirittura in altro. Si accetti il verdetto del campo…
Novantacinque minuti di tensione e di gran carattere e cattiveria dimostrati dal Napoli, che va oltre ogni difficoltà e vola momentaneamente in vetta.
Otto punti di distacco tra Napoli e Juventus. Una distanza già considerevole ma gli azzurri ora dovranno colmare quel deficit degli anni passati: non bisogna perdere troppi punti con le medio piccole.
Protagonista il neo acquisto Frank Zambo Anguissa. Un centrocampista completo, che recupera una quantità spaventosa di palloni in mezzo al campo, dimostra di avere qualità e sa sempre effettuare la giocata giusta, con qualità. Si prende la scena!
Qualsiasi ipotesi su questa partita è stata letteralmente gettata alle ortiche. Pensare che il Napoli avrebbe vinto per mezzo di due gentili omaggi della Juventus era qualcosa di utopico.
Regalo enorme di Manolas, che forse messo anche in difficoltà da Di Lorenzo, commette un’ingenuità gravissima facendosi rubare palla da Morata, il quale tutto solo non può far altro che segnare.
Sottotono il primo tempo di Matteo Politano, che non riusciva mai a scavalcare Pellegrini. Si riscatta con gli interessi nella ripresa raccogliendo la goffa respinta di Szczesny, consentendo così al Napoli di rimettersi in carreggiata.
Tiro a giro di Insigne, che era apparso piuttosto telefonato. Szczesny tuttavia prosegue la propria serie nefasta di papere e serve a Politano il pallone del pareggio.
Un solo pericolo creato dalla Juventus nel secondo tempo, con il tiro di Mckennie che termina di poco al lato. Un sussulto che tra l’altro era scaturito da un errore in uscita di Di Lorenzo.
Vincere partite del genere deve inevitabilmente determinare un cambio di passo nella testa e nelle gambe, per dimostrare di poter competere con chiunque.
Zielinski- Pochi minuti di gara per il centrocampista polacco, che ha il merito di battere l’angolo da cui nasce la rete di Kalidou Koulibaly. C’è anche il suo zampino in questa vittoria.

