Lo Zibaldone azzurro: Napoli-Milan dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto 

Assenza di idee e di carattere: non si contano più le occasioni sprecate dal Napoli nel corso di questa stagione. Sterilità abbagliante in fase offensive e pochissima chiarezza con la palla tra i piedi.

Bolgia iniziale del Maradona, che era tornato a farsi sentire, a sostenere il gruppo e a cullare un sogno che però è destinato a rimanere utopia. Successivamente i cori si affievoliscono, man mano che la squadra si tira indietro…

Calabria- Partita da incorniciare per il terzino rossonero, che corona una prestazione ordinata e diligente con un tiro che diventa assist perfetto per Giroud e consente così al Milan di portarsi in vetta alla classifica.

Due contatti sospetti, ma estremamente leggeri: uno su Bennacer e l’altro su Osimhen. In entrambe le circostanze il signor Orsato lascia correre, senza ricorrere all’ausilio della tecnologia.

Ennesima chance di volare gettata alle ortiche. Questa è una squadra che sembra venir meno nelle gambe e nella testa nei momenti cruciali.

Fraseggio quasi del tutto inesistente. Dieci minuti di illusione, poi il nulla cosmico. Va dato merito al Milan di essersi imposto e aver affondato il colpo al momento giusto.

Gioco inesistente e palleggio ridotto ai minimi termini. La mancanza di prestazione è accompagnata da problemi giganteschi nella costruzione della manovra. Una settimana intera per preparare questo scempio.

Hirving Lozano torna in campo dopo l’infortunio alla spalla rimediato in nazionale. Dieci minuti in cui il messicano calcia due volte, ma spedisce la sfera abbondantemente sul fondo.

Inspiegabili la lettura della gara e le sostituzioni tardive operate da Spalletti. Non è la prima circostanza in cui il tecnico toscano lascia a desiderare su tali aspetti.

Lobotka- Torna da titolare dopo alcune settimane. Viene lasciato solo a se stesso nell’impostazione della manovra. Svolge piuttosto bene il suo lavoro, ma non può bastare.

Mai chiamato in causa Maignan, che si mette in evidenza soltanto per un’ammonizione rimediata a causa di un’eccessiva perdita di tempo. La dice lunga sulla serata del Napoli…

Nerissima la notte che poteva significare un sogno che iniziava gradualmente a materializzarsi. La strada per il Paradiso porta in un solo colpo alle voragini infernali. Dura da digerire. Troppo dura.

Opaca la prova di Lorenzo Insigne, il quale non riesce minimamente a dar seguito alla bella serata dell’Olimpico. Nessun lampo dal centrocampo in su, si limita soltanto a compiere qualche giocata difensiva degna di nota.

Pioli vince per la prima volta contro la bestia nera Spalletti. Alla vigilia aveva manifestato una grande fiducia e consapevolezza di poter affondare il Napoli. Aveva ragione…

Qualificazione alla prossima Champions League che, a questo punto, sembra essere l’unico concreto obiettivo. Entusiasma la società, ma i tifosi pensavano legittimamente ad altro.

Rinunciatario- Al di là di ogni possibile risultato, ciò che fa più  male è la mancanza di mordente e di quella voglia matta di andare oltre ogni ostacolo. Questo Napoli non sa o forse non vuole osare!

Sterili in fase offensiva. Il Napoli si limita soltanto a qualche affondo da parte dei singoli, ma costruisce ben poco e fa soltanto il solletico ad una retroguardia ben ordinata, come quella del Milan.

Tomori- Dal quando è arrivato è cambiato radicalmente il volto della squadra di Pioli. Una roccia: intelligenza, forza fisica e velocità di esecuzione. Perfetto.

Unico a combattere fino all’ultima goccia di sudore: potrà anche sbagliare qualche movimento e alcune conclusioni, ma è davvero il solo a mostrare un’anima e un’indole battagliera. Un solo Osimhen non basta.

Vince meritatamente il Milan, che per tutta la gara riesce ad ostruire ogni linea di passaggio al Napoli e gradualmente avanza imponendo il proprio gioco e le proprie idee. Squadra operaia ma con le idee ben chiare.

Zielinski- Ancora una volta impalpabile. I segnali erano già arrivati in modo ben evidente nel match di una settimana fa. Fargli giocare ottanta minuti in queste condizioni è estremamente dannoso.

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