Lo Zibaldone azzurro: Napoli-Salernitana dalla A alla Z
Riviviamo la partita di ieri pomeriggio con il classico gioco dell’alfabeto

Accarezzato il sogno Scudetto. Sia chiaro, il titolo sarà comunque conquistato nel giro di qualche giorno o di qualche settimana nella peggiore delle ipotesi, tuttavia resta l’amarezza per un pomeriggio in cui stava andando tutto per il meglio.
Boato in occasione delle reti dell’Inter, che sembravano il preambolo di un pomeriggio storico. Bisognerà aspettare ancora. Pazienza.
Clima da brividi in città e in provincia per accompagnare una giornata che poteva essere memorabile: la festa è soltanto rimandata, la passione dei tifosi aumenta sempre di più.
Delirio al gol di Mathias Olivera. Esplode il Maradona, in un urlo di sana follia e di liberazione per scacciare via tutta la negatività degli anni precedenti. Il traguardo però si avvicina soltanto.
Entra ancora una volta benissimo in gara Jack Raspadori, autore del corner calibrato alla perfezione per la testa di Olivera e di un’altra giocata di elevata fattura per lanciare in velocità Kvaratskhelia. Sul pezzo.
Festeggiamenti granata negli spogliatoi del Maradona: partita caparbia e di grande applicazione, punto d’oro per i salernitani che godono per aver rovinato la festa ai partenopei. Se questa è la vera felicità siamo messi maluccio…
Giocata superlativa di Eljif Elmas, che a pochi minuti dal suo ingresso in campo si porta appresso tutta la difesa granata e calcia di un soffio al lato con il mancino. Sarebbe stato un gol da urlo.
Hirving Lozano inizia bene il match con vari recuperi palli e soprattutto con grande vivacità. Si spegne gradualmente alla distanza, anche se gli azzurri sviluppano poco sulla corsia di destra.
Ingenuità in un momento cruciale: la marcatura di Dia non può essere affidata ad Osimhen e di fatto il centravanti senegalese va via in dribbling e fulmina Meret con una conclusione chirurgica.
Lascia a desiderare l’uscita dal campo di Olivera, che aveva rischiato poco e nulla sulla sua corsia. Juan Jesus commette una sbavatura cruciale che compromette la festa domenicale.
Mazzocchi rientra dal primo minuto dopo l’ennesimo infortunio stagionale, ma dimostra anche stavolta di poter ambire serenamente ad un club di altra categoria. Partita ordinata e intelligente.
Nemico “calcistico” numero uno è stato senz’ombra di dubbio Ochoa, il quale si rende protagonista di una serie di parate determinanti che consentono agli ospiti di restare in gara e portare a casa un ottimo pari.
Ora è necessario mettere da parte le piccole scorie del match contro la Salernitana e proiettarsi immediatamente alla gara della Dacia Arena. È solo questione di tempo.
Prevedibile una partita del genere, con la Salernitana rintanata nella propria metà campo e il Napoli che faceva fatica a palleggiare su ritmi alti. Farsi beffare dopo essere andati in vantaggio lascia l’amaro in bocca.
Quarta gara consecutiva in casa senza vincere. Continua la recente tradizione non propriamente brillante tra le mura amiche. Da Sarri in poi il Napoli dimostra di essere maggiormente a proprio agio in trasferta.
Resta soltanto un punto da conquistare per far esplodere tutta l’emozione, la felicità e il riscatto sociale e culturale di una città intera. Siamo agli sgoccioli. Arriverà!
Scudetto sospeso: dopo il caffè nasce una nuova moda in città. Si fa beneficenza per alimentare le ultime residue speranze della gente che prova astio e odio aberrante nei confronti di Partenope. Generosità.
Torna a giocare anche il Cholito Simeone, entrato nelle battute finali per provare l’assalto decisivo. Sfiora anche la rete che avrebbe certificato l’entrata nella leggenda. Alla prossima.
Unico a provarci con qualche conclusione dalla distanza, Frank Zambo Anguissa sfoggia una buona prestazione lottando fino al termine su ogni possesso. Presente.
Va a sprazzi Kvaratskhelia, che è stato puntualmente raddoppiato dagli avversari. Primo tempo in ombra, poi inizia a sfoggiare le sue doti eccelse andando molto vicino alla marcatura.
Zielinski disputa la solita prestazione dai due volti. A volte timido quando potrebbe calciare da posizione propizia, a volte geniale nelle giocate imprevedibili. Rispecchia la sua stagione da croce e delizia.

