Lo Zibaldone azzurro: Napoli-Sampdoria dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto 

Alza la coppa capitano! Di Lorenzo, leader serio, carismatico e professionale di questo gruppo, alza al cielo un trofeo atteso da trentatré anno. Tra le sue braccia si raccoglie l’energia e la passione di una città intera.

Brividi quando ogni componente del gruppo riceve la medaglia al collo e attende capitan Di Lorenzo per dare libero sfogo alla propria euforia. Ricordi che saranno sempre impressi nella mente.

Costantemente raddoppiato Khvicha Kvaratskhelia, che anche in una gara dalla valenza relativa subisce una marcatura multipla ai suoi danni. Perfino Gabbiadini prova a contrastarlo. Se è l’MVP del campionato un motivo ci sarà…

Decide di andarsene da vincitore e grande protagonista Luciano Spalletti, che sarà ricordato come il grande condottiero della cavalcata vincente. Decisione da rispettare.

Entra ottimamente nella partita e sforna anche l’assist vincente per il secondo gol azzurro. Jack Raspadori fa la differenza e negli spazi compie sempre la scelta più saggia, dialogando meravigliosamente con i propri compagni. Risorsa.

Festa grande al Maradona, ma anche in tutte le piazze di Napoli e provincia. Un mese esatto di gioia estasiante, follia pura e godimento estremo. Semplicemente indimenticabile.

Gabbiadini, ex di turno, disputa un primo tempo di ottimo livello in cui effettua un lavoro certosino in fase di non possesso, ma allo stesso tempo mette in risalto le sue qualità tecniche raffinate.

Hirving Lozano rientra dal Messico per la premiazione e scoppia in lacrime, abbracciando la sua dolce metà. Scene toccanti che testimoniano quanto questo successo sia stato sentito e voluto da tutti.

Inferiorità numerica nel finale di gara, a causa dell’infortunio alla caviglia occorso a Gianluca Gaetano, il quale era entrato bene in gara sfiorando anche il gol in almeno due circostanze.

La paura fa novanta! I partenopei concludono un campionato strepitoso a quota novanta punti in classifica. Distanze ormai incalcolabili sulle “inseguitrici”, se così si può definirle.

Miglior attacco, miglior difesa e capocannoniere della Serie A. Quale combo migliore per coronare una stagione che si poteva immaginare soltanto nelle favole più mistiche…

Novanta minuti abbastanza soporiferi: classica gara da fine stagione, con ritmi tutt’altro che elevati. Tutti gli occhi erano diretti alla premiazione. Quelli del presidente anche al prossimo allenatore.

Omaggio di tutto il pubblico del Maradona per Fabio Quagliarella, che dice addio alla Serie A nello stadio e nella città in cui ha realizzato uno dei suoi sogni più belli. Applausi a scena aperta per un campione senza età.

Propositivo Zanoli, che nella prima frazione di gioco rischia anche il gol dell'”ex” con un bell’inserimento dalle retrovie. Ambizioni chiare le sue: ritornare a Napoli e ritagliarsi un minutaggio superiore.

Quarto centro in campionato per Giovanni Simeone, uno dei tanti leader silenziosi e rispettosi delle scelte compiute dal tecnico. Quando viene chiamato in causa non sbaglia un colpo e riesce anche ad accentuare il grado di bellezza dei suoi gesti.

Risponde presente Alex Meret, che in un paio di circostanze viene seriamente chiamato in causa in seguito alle conclusioni di Zanoli e Malagrida. Interventi risolutivi.

Sblocca il punteggio il solito Victor Osimhen, che si incarica della battuta del penalty e batte Turk. Non poteva mancare il sigillo del capocannoniere della Serie A. Trascinatore.

Tripudio per un gruppo unico che è entrato nelle pagine di storia dello sport, della cultura e società partenopea. A ognuno di loro il merito di aver riportato i colori azzurri sul tetto d’Italia.

Ultima corsa di un’annata magica, scritta soltanto nelle costellazioni. Finale inevitabile: segna un argentino, che festeggia con la maglia di Diego Armando Maradona.

Viaggio senza ritorno: che questo sia soltanto il punto di partenza di un percorso sublime, costante nel corso del tempo e senza fare brusche inversioni. Ci sono tutte le basi per competere sempre ad altissimi livelli.

Zielinski esce con un pizzico di rammarico dal campo, dopo aver disputato una buona gara. Tra i più scatenati nelle celebrazioni del post. Adesso c’è un futuro da valutare.

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