Lo Zibaldone azzurro: Torino-Napoli dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri pomeriggio con il classico gioco dell’alfabeto 

Atteggiamento “giusto”. Era necessario mantenere concentrazione costante in una gara di fine stagione che non valeva granché. Dopo la disfatta del Castellani il Napoli resta in campo per l’intera durata della partita.

Blindato il terzo posto: doveva essere una giornata più complicata per il Napoli, invece gli azzurri hanno guadagnato tre punti sulla Juventus, uscita sconfitta dalla gara di Marassi. Podio quasi certo, per la gioia di Spalletti e della società.

Comanda Zambo- Uno dei migliori in assoluto, Anguissa è autore di una prova completa in entrambe le fasi. Sfiora anche la rete e garantisce sostanza e qualità a metà campo. Delizioso.

Da Milinkovic Savic a Berisha, dal Maradona al Grande Olimpico. Insigne fallisce un altro penalty contro il Torino, calciando alla solita maniera ma venendo murato dell’estremo difensore granata.

Esce dal campo privo di forze Victor Osimhen, che combatte per tutta la gara al cospetto di un osso duro come Bremer e spesso riesce a dialogare bene con Mertens, come nella circostanza del penalty.

Fraseggio fluido e ben orchestrato, così come accaduto già nella gara di sabato scorso. Il Torino ha avuto pochissime chance e il Napoli ha sempre manifestato compattezza e geometrie chiare.

Giovanni Di Lorenzo non manca di esternare un pizzico di delusione per non essere riusciti a regalare la grande gioia al popolo azzurro. È sicuramente tra i meno colpevoli dei passi falsi stagionali e la sua assenza si è rivelata fatale.

Hirving Lozano comincia in modo positivo il match, con un paio di accelerazioni fulmine sulla fascia. La sua prova è tuttavia abbastanza insufficiente, caratterizzata da tanti falli e poche giocate determinanti.

In crescendo la gara di Kalidou Koulibaly, il quale prima si era fatto sorprendere dall’inserimento di Belotti, per poi giganteggiare letteralmente con una quantità industriale di chiusure ed uscite efficaci palla al piede.

Linetty- Qualche scampolo di partita per l’ex Samp, che manda subito verso la porta il gallo Belotti con un’ottima visione di gioco.

Manca l’appuntamento con il gol, ma è ancora una volta autore di una partita di altissimo livello Dries Mertens, il quale ha anche il merito di procurarsi il rigore. Conferme su conferme. Rinnovo a vita.

Nota stonata che si è creata alla vigilia del match. Sarebbe stato necessario e soprattutto corretto avvertire una conferenza dello staff e non dell’allenatore. Scivolone evitabile.

Onorare la maglia fino all’ultimo secondo di campionato. Quel che è stato è stato, ma il Napoli ha il dovere morale di concludere al meglio una stagione che lascia inevitabilmente dei rimpianti.

Plauso ai tanti tifosi napoletani presenti nel settore ospiti. Nonostante l’umiliazione di due settimane fa non hanno fatto mancare il loro sostegno alla squadra.

Quaranta punti in trasferta: bottino notevole, che fa aumentare il rammarico per non essere stato accompagnato da un rendimento casalingo altrettanto ottimale.

Rrahmani dimostra di essere in leggero calo rispetto ai mesi scorsi. Nessun errore eclatante, ma talvolta non riesce a garantire quella certezza granitica di inizio stagione.

Sinistro di Fabiàn Ruiz che risolve una gara alquanto complessa, che si stava incanalando docilmente verso i binari di uno scialbo pareggio ad occhiali.

Tanti recuperi in fase difensiva da parte di Politano, che con il suo ingresso rivitalizza la corsia di destra e contribuisce a mettere in ghiaccio la vittoria. Ora ci si aspetta anche altro!

Una parata da incorniciare: nella fase iniziale della gara Belotti salta più in alto di tutti e colpisce con la nuca, chiamando Ospina ad un intervento superlativo. La sua sarebbe un’assenza dolorosissima.

Verso il terzo gradino del podio: per Spalletti contano le medaglie. Resta un piazzamento importante che sancisce il ritorno in Champions dopo due anni, però bisogna anche contestualizzare…

Zielinski entra a partita in corsa, cercando di realizzare qualche dribbling sopraffino. Ora deve provare a rientrare nelle gerarchie dei titolari.

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