Lo Zibaldone di Salernitana-Napoli
Riviviamo la partita di ieri pomeriggio con il classico gioco dell’alfabeto
Approccio molto positivo, con i partenopei che vanno ad aggredire immediatamente gli avversari schiacciandoli nella propria metà campo. Si poteva fare meglio in termini di continuità di gioco.
Buon turno per accorciare sul Milan e guadagnare punti sull’Atalanta, ma l’Inter lì davanti sembra già imprendibile e soprattutto molto più solida e consapevole dei propri mezzi.
Continua a giocare splendidamente dimostrando di essere un punto di forza in questa fase di stagione. Straripante Matteo Politano, che sfiora un altro gol, negato solo dal palo.
Disastrosa la difesa dei granata, che fa acqua da tutte le parti, facendosi travolgere dalla qualità e la fantasia dell’attacco partenopeo. Zero orientamento, completa confusione.
Estasianti le triangolazioni offensive che portano il Napoli fin dentro l’area avversaria. Folate fulminee, sprazzi di quella squadra che ha fatto innamorare l’Europa intera, perché al di là di tutto il valore della rosa è indiscutibile.
Fuorigioco di Olivera, non ravvisato, prima della marcatura di Raspadori. Da regolamento il VAR non poteva intervenire, ma a dover di cronaca è un episodio che pesa ugualmente nell’economia del match.
Gestione del vantaggio piuttosto serena, l’unico rischio era quello di subire una beffa come in occasione dello scorso aprile. La Salernitana, però, è stata davvero poca roba.
Horror è il termine forse più adatto per descrivere il potenziale e la campagna acquisti della Salernitana, che si è indebolita enormemente e adesso rischia seriamente la retrocessione.
Illuminante l’assist di Lobotka, che mostra tutte le proprie qualità servendo un cioccolatino delizioso per il vantaggio azzurro.
Lobotka disputa una partita di livello elevato facendo girare sempre bene la sfera e recuperando anche una quantità elevata di palloni. Sempre presente.
Mai pericoloso e ben distante dall’area di rigore Boulaye Dia, per nulla supportato dai propri compagni e arginato bene dalla retroguardia avversaria. Stavolta non c’è stata la mano di Dia
Novanta minuti non spettacolari, di ordinaria amministrazione e con un gap notevole tra le due compagini. Derby poco infuocato.
Ochoa salva più volte la Salernitana, che avrebbe meritato un passivo ben più ampio già dalla prima frazione di gioco. Il Memo è l’unico dei suoi meritevole di un voto positivo.
Prima marcatura nei primi quindici minuti: Jack Raspadori sblocca anche questa statistica e indirizza subito la partita sui binari più favorevoli al Napoli.
Quarto successo esterno in campionato: confermata la tendenza che vede i partenopei fare decisamente meglio in trasferta piuttosto che al Maradona.
Rete di Raspadori da centravanti vero, beneficiando del servizio illuminante di Lobotka e scaricando la palla direttamente in fondo al sacco con decisione. Il suo vero ruolo.
Schieramento iniziale della Salernitana più offensivo del solito, con tre uomini sulla trequarti a supporto della punta Ikwemesi. Eccessivamente sbilanciati i granata, che si espongono puntualmente alle ripartenze degli avversari.
Torna dal primo minuto Anguissa, il quale perde troppi palloni e mostra di aver bisogno di ancora un pò di tempo prima di tornare al top.
Un gol che spazza via un periodo delicato, colmo di voci contrastanti: primo sigillo stagione per Eljif Elmas, che come di sua consuetudine si porta la palla sul destro e la mette sul secondo palo.
Vincere aiuta a vincere. Adesso l’imperativo è andare alla sosta con una seria ipoteca sull’accesso agli ottavi di Champions e con altri tre punti in campionato.
Zero pericoli verso la porta di Meret: i padroni di casa hanno fatto davvero ben poco per pensare di impensierire la retroguardia e l’estremo difensore ospite.

