Lukaku: “Dal primo giorno a Napoli ho sentito un’energia diversa”

Lukaku: “Dal primo giorno a Napoli ho sentito un’energia diversa”

Romelu Lukaku, attaccante belga classe ’93 in forza al Napoli, si racconta così al canale ufficiale del club: “Sono nato ad Anversa, città nel nord del Belgio. Mio padre era un calciatore della Serie A belga, poi siamo andati un po’ in giro tra Liegie e Bruxelles per poi tornare ad Anversa. Ho iniziato a giocare a calcio all’età di 6 anni. Da dove abitavamo ci volevano 20 minuti per andare al campo e non avevamo la macchina quindi sono andato a giocare in una squadra regionale per un anno. Poi sono andato a Lierse, dove ho giocato 2 anni e abbiamo vinto il campionato per 2 volte. Poi sono all’Anderlecht, che era la mia squadra del cuore da bambino. L’esordio con l’Anderlecht è stato una grande emozione perchè era il mio sogno, visto che era la più grande squadra del Belgio e mi sentivo di rappresentare la mia città. Quando poi ho visto Vincent Kompany fare l’esordio con l’Anderlecht ho pensato che potessi farlo anch’io, ha le mie stesse origini e mi ha dato una spinta in più per cercare di imitarlo”.

Da bambino ero timido, non parlavo troppo con la gente perchè ero più focalizzato sul calcio. All’inizio sono un po’ distante con le persone che non conosco però quando sto bene con qualcuno io darà l’anima per questa. Gioco molto alla play. I miei figli sono la cosa più importante della mia vita, poi il calcio non è solo un lavoro ma è anche una passione. Mi piace anche guardare le altre partite quando non gioco”

“I miei idoli erano: Didier Drogba, Thierry Henry, Ronaldo e Anelka. Nella mia vita ho avuto la fortuna di incontrarli.”

Quando sono uscite indiscrezioni su un possibile arrivo a Napoli, tutti iniziavano a dirmi di andare a controllare i messaggi dei tifosi del Napoli sui social. Poi ho parlato con Dries, che conosco da quando ho 17 anni, e considero una persona di fiducia che mi ha preparato a quello che vivrò qui. Qui si vede che rappresenti una città e un popolo intero e questo è molto bello da vivere perchè ti da l’energia per dare il massimo ogni giorno, anche le persone che lavorano all’interno del club sono napoletani e ti fanno sentire molto bene, ti dà maggiore responsabilità.”

Alla mia presentazione, che è stato il giorno del mio esordio, ho sentito qualcosa di diverso nell’ambiente, avvertivo un’energia positiva e alla fine ho fatto gol e abbiamo vinto, questa è la cosa più importante.”

“Ogni giorno provo a dare sempre di più, è questa la mia mentalità, poi alla fine vediamo dove arriviamo. Mi diverto quando la stagione è finita, i primi dieci giorni vado al mare, gioco, esco con i miei amici, tutto dopo 10 mesi di sacrifici dove tu devi dare il 100%. Alla fine vedi i risultati: vinci, va bene; non vinci, devi fare meglio l’anno dopo per cercare di vincere. Alcune persone potrebbero pensare che sia noioso ma a me non importa nulla, sono così, questo mi ha aiutato a diventare calciatore”

Poi gli viene chiesto se ha già imparato qualche parola in napoletano: “Non ancora. La mattina, quando sono con i fisioterapisti, provo a capirli mentre parlano tra di loro ma è difficile. Lasciami 2/3 mesi poi spero di avere una conversazione con qualcuno tipo al supermercato.”

Infine un saluto ai tifosi: “Ciao tifosi, sono Romelu Lukaku, grazie per il sostegno alla squadra e speriamo di fare bene quest’anno”.

Romelu Lukaku

 

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