Manna predica calma, Napoli perde la fame!

Il Napoli di Allegri sta vivendo una stagione che, pur essendo appena alla terza giornata, mostra già segnali preoccupanti. Oltre che nei risultati, anche nell’approccio complessivo delle sue componenti: società, direttore sportivo, allenatore, ambiente. È come se mancasse quella tensione competitiva che, a certi livelli, non è un optional ma una condizione necessaria per restare agganciati alle grandi.

Le parole di Manna prima della sfida contro l’Inter sono state il primo campanello d’allarme. Dichiarare che, in caso di sconfitta, “non sarebbe successo nulla di grave” può sembrare un tentativo di proteggere la squadra dalla pressione, ma a Napoli questo tipo di messaggio rischia di essere devastante. L’ambiente azzurro è passionale, fragile, facilmente influenzabile: trasmettere rilassatezza significa abbassare la soglia di attenzione, ridurre la fame, spegnere quella scintilla emotiva che spesso fa la differenza. Non è questione di drammatizzare: è questione di mentalità.

A questo si aggiunge l’atteggiamento di Allegri. I sorrisi amari dopo la sconfitta non sono un delitto, ma non rappresentano neanche quella cattiveria agonistica che lui stesso pretende dai suoi giocatori. È vero: dopo due anni di Conte, che ha spremuto tutto e tutti, serviva un cambio di registro. Ma il rischio è di essere passati da un eccesso all’altro: dalla tensione costante alla gestione quasi bonaria, dove il concetto di “cazzimma” sembra evocato più che incarnato.

E poi c’è la società. De Laurentiis ha scelto una campagna acquisti in tono minore, senza colpi, senza ringiovanimento, senza quella spinta che un centenario avrebbe meritato. Il Napoli è l’unica big che ha deciso di non alzare l’asticella, come se bastasse la storia recente per restare competitivi. Ma il calcio è una cosa seria, il calcio non aspetta: chi non si migliora.

Il risultato è un mix pericoloso: un direttore sportivo rilassato, un allenatore che deve ritrovare la ferocia, una società che ha scelto la prudenza, un ambiente che rischia di addormentarsi. Per vincere non bastano le idee: servono cattiveria, fame, cazzimma, concentrazione, ogni giorno, ogni partita, ogni dettaglio.

Il Napoli deve ritrovarle subito, perché la stagione non perdona chi entra in campo con il freno a mano tirato.

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