McTominay, il tesoro da preservare!
Conte studia il nuovo centrocampo e come salvaguardare i 12 gol di McTominay!
Nella costruzione del nuovo Napoli, Conte si trova di fronte a un rebus tattico non da poco: come preservare il tesoretto di gol che Scott McTominay è in grado di garantire, pur cambiando modulo.
Lo scozzese, con i suoi 12 gol nello scorso campionato, è stato infatti non solo un uomo chiave ma probabilmente l’artefice principale dello scudetto, incarnando alla perfezione il ruolo di centrocampista d’assalto con il vizio del gol. Ora però lo scenario rischia di cambiare radicalmente.
Conte ha deciso di puntare su un centrocampo a quattro, sviluppato in un rombo che prevede McTominay schierato sul versante sinistro. Una posizione che, se da un lato ne esalta la capacità di corsa, l’intensità difensiva e la disponibilità al sacrificio, dall’altro potrebbe limitarne l’incisività sotto porta.
Con Kevin De Bruyne davanti a lui, infatti, lo scozzese rischia di trovare meno spazio per gli inserimenti centrali che lo hanno reso devastante lo scorso anno.
Il problema non è nuovo. Già nella stagione passata, quando Raspadori occupava porzioni di campo che McTominay ama attaccare, lo scozzese aveva dovuto rinunciare ad alcune proiezioni offensive. Il risultato era stato chiaro: meno libertà negli ultimi venti metri, e quindi meno pericoli per le difese avversarie. Ora la storia rischia di ripetersi con De Bruyne, che per caratteristiche ama agire in quella stessa zona e soprattutto è chiamato da Conte a essere il generatore di gioco e conclusioni.
La questione diventa quindi di natura strategica: quanti gol si possono chiedere a De Bruyne e quanti, invece, si devono proteggere da McTominay?
Dodici reti in campionato non sono un dettaglio e rappresentano un bottino che nessun tecnico può permettersi di disperdere. McTominay non è un rifinitore nato, non è un regista né un assistman puro: è un centrocampista che vede la porta, che si inserisce con tempi perfetti e che sorprende le difese partendo da dietro. Snaturarlo chiedendogli soprattutto di creare per gli altri potrebbe significare impoverire il Napoli della sua arma più inaspettata e letale.
Conte dovrà quindi trovare un equilibrio sottile: sfruttare l’immenso talento di De Bruyne senza togliere a McTominay la possibilità di colpire. Magari prevedendo meccanismi che liberino lo scozzese negli spazi, o rotazioni che gli restituiscano la profondità centrale. Perché se è vero che De Bruyne i gol li sa fare e soprattutto far fare, i 12 centri di McTominay restano un patrimonio tecnico e tattico che il Napoli non può permettersi di sacrificare.

