Mi smonta la rimonta

Lukaku

La sconfitta contro la Lazio 0-1, molto più che quella contro l’Atalanta, deve necessariamente far accendere una spia rossa nel cruscotto di Antonio Conte. Gli azzurri hanno fatto un’estrema fatica a essere pericolosi in attacco. Sono stati prevedibili, per la Lazio è stato relativamente semplice uscire indenne dal Maradona. Dal punto di vista offensivo, la squadra non ha offerto nulla di nuovo. A questo punto, è quasi naturale arrivare a Romelu Lukaku. Ma non per parlare della sua prestazione individuale, che resta incolore o forse anche grigia, ma per ribaltare il nesso causa-effetto rispetto al suo impatto sul Napoli. Il numero dei cross tentati e riusciti dai compagni del centravanti belga è significativo, nel senso che mostra quanto sia stato difficile, per Lukaku, avere dei palloni giocabili. Il punto è che questa imprecisione in fase di rifinitura è solo uno dei problemi manifestati dalla squadra di Conte. Che, per dirla in parole povere e brutali, da settimane ha smarrito qualsiasi tipo di tensione verticale.

Cosa vuol dire? Semplice: il Napoli, da un po’ di partite a questa parte, è una squadra che non riesce a innescare Lukaku in nessun modo. Che fa fatica ad andare oltre i giochi sulle fasce dopo la costruzione dal basso. E che, come già detto in precedenza, risulta facilmente leggibile per i suoi avversari.

Da tutto questo, viene fuori la sensazione per cui il Napoli sia una squadra che sta attraversando una fase di stagnazione tattica. Che, di fatto, ha smesso di esplorare nuove soluzioni. Quindi, di crescere. Di fatti a parte contro il Parma, che tra l’altro ha giocato parte del match in 10 e senza portiere, ogni qualvolta il Napoli è passato in svantaggio ha sempre perso la partita. Urge trovare la via del goal, perché è vero che vince quasi sempre la miglior difesa, ma nel calcio vince chi fa un goal in più dell’avversario.

Translate »
error: Content is protected !!