Napoli-Atalanta 17/09/89 (1-0)

Alessandro Renica viene ricordato essenzialmente per lo storico gol di testa del 3 -0 la sera del 15 marzo 1989. L’ impesa sembrava improba, nonostante la forza di quel Napoli. Nell’ andata dei quarti di finale di coppa Uefa edizione 1988 -1989, agli azzurri capitò lo scontro ” fratricida ” con la Juve guidata da Dino Zoff. Al vecchio ” Comunale ” , al Napoli capitò una serata balorda incappando in un’ inattesa sconfitta per 2 -0. Napoli ed il Napoli credevano però, sino in fondo, alla possibilità di una clamorosa rimonta. Davanti ad un S. Paolo strapieno e ribollente di passione, gli azzurri avevano già ” pareggiato ” i conti, grazie ad un rigore di Diego ed ad una prodezza di Andrea Carnevale già,  alla fine del primo tempo terminato per l’ appunto sul 2 -0 per gli uomini di Ottavio Bianchi. Lo spettro dei rigori incombeva su Fuorigrotta quando, al minuto 119, come già detto, fu Renica con una testata non forte, ma terribilmente precisa , a battere Tacconi per il definitivo 3 -0. Come si sa, nella magica notte di Stoccarda, fu proprio il Napoli a vincere la coppa, ancor oggi l’ unico trofeo internazionale della ormai centenaria storia azzurra. Renica però ha firmato altre reti importanti, come la prima nel 3 -0 della finale d’ andata della coppa Italia 1986 -1987, secondo trofeo dopo lo scudetto di quella fantastica stagione o, come la punizione dell’ 1 -0 contro la Juve nel marzo sempre del 1987 ( il match finì 2 -1 ). La sua eccessiva magrezza lo faceva sembrare più altro dei suoi 182 centimetri, E’ stato uno dei quattro giocatori ad aver vissuto assieme a Diego l’ ebbrezza di tutti i successi del Napoli nel magnifico quadriennio, quello dei due scudetti, della coppa e supercoppa italiana è, per l’ appunto, della coppa Uefa. Dotato di una buona tecnica, forte di testa, marcatore spietato all’ occorrenza mai mai cattivo, il buon Alessandro è stato di certo un pilastro di quel Napoli, serio ed affidabile. Solo la straordinaria classe di Franco Baresi gli ha impedito di avere successo anche in Nazionale. Proveniente dalla Sampdoria di Paolo Mantovani, Renica giunse a Napoli nell’ estate del 1985, quando aveva 23 anni, voluto da Italo Allodi, il ” re ” dei general manager dell’ epoca. E’ rimasto fino al 1991 con un totale generale di 194 presenze e ben 17 gol ( in tutte le competizioni ), un gran bel numero per essere un difensore. Purtroppo, in maniera paradossale, si infortunò abbastanza seriamente. strappandosi mentre segnava un gol alla Fiorentina, che avviò una clamorosa rimonta terminata con la vittoria per 3 -2. Era il 17 settembre 1989. Da allora sfortunatamente non si ripresa mai completamente dal lato fisico, terminando la carriera nel Verona ( sua Città d’ origine ) nel 1993. IL suo primo con i nostri amati colori avvenne molto presto, alla terza di campionato del suo primo anno, il 22 settembre, in una splendida giornata di sole contro l’ Atalanta di Nedo Sonetti. Nel primo tempo gli assalti nerazzurri ( ben dieci corner a favore ) vengono ben rintuzzati dalla difesa orobica ma, nella ripresa si suona ben altra musica sin dall’ inizio. Dopo tre minuti Diego coglie una paolo. Al 51° arriva il momento decisivo : su corner di Maradona, un difensore ospite spizza di testa, fornendo in scivolata a Renica l’ occasione di spingere la sfera in fondo al sacco. I lombardi cercano di reagire, ma è il Napoli con Bruno Giordano a mancare un pò per sfortuna , ed un pò per la mira sbagliata   mancare per tre volte il raddoppio, in due occasioni su magnifici assist del ” Pibe de oro “. Risultato finale : Napoli 1 – Atalanta 0. L’ avventura napoletana del ” Libero fenicottero ” da Verona cominciava per il meglio….

Trentasei contro 9 sono le vittorie a favore degli azzurri, con dodici pareggi. Possiamo augurarci una sola cosa in particolare : rivedere il Napoli con ” gli occhi della tigre ” ( per dirla alla ” Rocky Balboa ” ) in perfetto stile Antonio Conte della scorsa stagione. Il resto verrà da sé…. Forza Napoli !!! . .   .

EMANUELE OROFINO

Translate »
error: Content is protected !!