Napoli-Bologna nel segno del 2a 1…

Napoli e Bologna sembrano legate da uno strano destino calcistico e non. Quanti incroci troviamo nella storia di azzurri e rossoblu…Citando alla rinfusa, innumerevoli sono stati i giocatori e allenatori che sono passati dalle due Torri a mergellina e viceversa. Fra i più noti troviamo : Pivatelli, Pesaola, Vinicio, Janich, Savoldi, Pecci, Nielsen, Caporale, Baroni, Bellucci, Juliano, Giordano, Colomba, Monzeglio, Bellugi, Ulivieri, Clerici, Andreolo. Ma ci sono anche : Frappampina, Rampanti, Bia, Olive, Pergolizzi, Musella, Dalla Bona, in tempi più recenti Bucchi ed Olive, ed in quelli più Portanova, Diawara, Britos e Verdi. Anche Fabio Pecchia, giocatore e poi secondo di Rafa Benitez in panca, ha vestito sia la maglia azzurra che quella rossoblu. Ed in fondo, fra due Città che hanno filosofie di vita simili ( almeno per quanto riguarda l’ umanità e la disponibilità verso il prossimo, unita alla gioia di vivere in modo gaudente ) era perfino naturale che sorgesse un asse di intesa, caratterizzato da tanti scambi di tecnici e giocatori. Tutto sommato quindi, si potrebbe definire, a ben donde, come Bologna come la vera ” Napoli del nord “.Nella stagione del 1° scudetto ( 1986 -1987 ) il Bologna giocava in serie B, ma in quella del 2°, esattamente il 17 dicembre 1989, gli emiliani guidati da Gigi Maifredi vennero sconfitti senza appello con il punteggio classico di 2 -0, con un gol in apertura del grande Careca di testa, ed uno nel finale di gara di Marco Baroni. Pure Walter Mazzarri (in principio allenatore delle giovanili dei felsinei)  ha legato il suo nome al Bologna, visto che la sua ” prima volta ” sulla panchina azzurra avvenne in un Napoli – Bologna del 18- 10 -2009 Quella partita segnò l’ inizio di un ciclo felice, che in 4 anni ha prodotto una coppa Italia e due qualificazioni alla Champions league. Il match però si complicò quasi subito, a causa di un gol del brasiliano Adailton al 15° del 1° tempo. Negli spogliatoi il prode Walter trasmise tutta la sua carica agonistica per rianimare i suoi allievi, che nella ripresa ribaltarono il punteggio imponendosi per 2 -1, prima pareggiando con Quagliarella al 72°, e poi con di Maggio in pienissima zona – Cesarini a 90esimo abbondantemente scaduto. Esordio  ” faticato ” ma fortunato !. C’ è un altro 2 -1 che è però rimasto nella mente dei tifosi con qualche capello bianco. Stiamo parlando della gara del 22 aprile 1979, quella in cui Antonio Juliano, dopo una vita trascorsa in azzurro, a causa di alcune divergenze avvenute con Ferlaino e Gianni Di Marzio nella estate precedente, si presentò al San Paolo con la fascia da capitano di un Bologna in piena lotta per non retrocedere. Sotto uno splendido sole primaverile, la gara si accese sin dall’ inizio, con il Napoli in gol con Pellegrini al 7°, ed il Bologna a rispondere con Vincenzi al 16°. Anche la ripresa portò subito una novità, con gli azzurri ancora in gol con Claudio Vinazzani al 56° , soprannominato ” Andreotti ” dai propri compagni, per le sue qualità diplomatiche nei confronti della dirigenza. Sembrava fatta, ma ad otto minuti dal termine Tesser falcia in area il futuro tecnico azzurro Colomba, e Barbaresco di Cormons decreta il giusto rigore. Ci pensa però il magnifico Castellini, in quella occasione più  “giaguaro ” che mai, ad impedire il pari volando a deviare il penalty di Paris, uno dei migliori rigoristi dell’ epoca. Per fortuna di Juliano e del Bologna, per gli emiliani comunque alla fine la sospirata salvezza arrivò…

Ma c’è anche un altro 2 -1 che ci piace ricordare, e questo è ancora più in la con gli anni. Si tratta dello scontro del 19 marzo 1967, quando entrambe le contendenti sgomitavano spalla a spalla per conquistare il terzo posto finale, dietro alle battistrada Inter e Juve ( che alla fine ebbe la meglio per un punto ). Anche il Bologna la spuntò sul Napoli per un punto, ma a Fuorigrotta dovette pagare dazio. Canè ( che quel giorno fece ammattire Tumburus ) al minuto undici, e il bravo ma incostante Orlando al 42°, sembravano aver messo la gara in ghiaccio per gli azzurri. Ma il Bologna, che solo tre anni prima aveva il 7° e finora ultimo scudetto della sua storia, nella ripresa fa sentire tutto il peso della propria classe. Il Napoli non riesce più ad uscire dall’ area, cade al 67° per mano del danese Nielsen ( detto ” Dondolo ” ), ma alla fine mantiene pur soffrendo il 2 -1 conclusivo. Complessivamente il Napoli conduce per 30 vittorie contro dieci con 23 pareggi in aggiunta. Per riagguantare subito il Milan, urge centrare il successo numero 31. Vai Napoli !!!

EMANUELE OROFINO

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