Napoli, finale in apnea senza carattere!

Il finale di stagione del Napoli assomiglia a una lunga frenata più mentale che tecnica.

Nelle ultime cinque partite gli azzurri hanno conquistato appena cinque punti, troppo pochi per una squadra che fino a poche settimane fa sembrava destinata a difendere senza problemi il secondo posto.

L’unica vittoria è arrivata contro la Cremonese, mentre contro Parma e Como sono arrivati soltanto due pareggi deludenti. Ancora più pesanti le sconfitte casalinghe contro Lazio e, nell’ultimo turno, contro il Bologna, gare che hanno evidenziato tutti i limiti caratteriali e tattici della formazione partenopea.

Eppure il Napoli resta ancora secondo in classifica, ma oggi quel piazzamento sembra dipendere soprattutto dai demeriti delle concorrenti. Il Milan continua infatti a smarrire punti e fiducia, con cinque sconfitte nelle ultime otto partite e una squadra incapace di reagire nei momenti decisivi.

La Juventus rallenta clamorosamente pareggiando in casa contro Verona.  Anche la Roma ha provato timidamente a riaprire la corsa, ma il distacco accumulato nei mesi precedenti era troppo ampio per mettere davvero pressione agli azzurri.

Quello che sorprende maggiormente, però, è l’atteggiamento della squadra di Conte. Non sembra il solito allenatore feroce, ossessivo e famelico nella ricerca della vittoria.

Le sue squadre, storicamente, quando vedono l’obiettivo lo azzannano senza esitazioni e senza paura. Questo Napoli, invece, appare spento, prevedibile e quasi rassegnato davanti alle difficoltà. Manca intensità, manca aggressività, manca soprattutto quell’anima combattiva che aveva reso Conte uno specialista nelle volate decisive.

I leader tecnici sembrano stanchi, il centrocampo gira lentamente e la fase offensiva appare confusa e poco brillante. Se il Napoli vuole davvero conservare il secondo posto dovrà ritrovare immediatamente energia, lucidità e carattere, perché nelle ultime settimane la sensazione dominante è stata quella di una squadra senz’anima e incapace di reagire.

Conte dovrà risvegliare rapidamente orgoglio e cattiveria agonistica, altrimenti nel finale rischierà di trasformare una qualificazione importante nell’ennesima occasione mancata di una stagione incompiuta per gli azzurri

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