Napoli-Fiorentina 09/02/86 (1-0)
All’ indomani della clamorosa sconfitta contro la Corea del nord ai mondiali inglesi del 1966, la Federazione decise che era giunto il momento di porre il veto agli acquisti dei calciatori stranieri in Italia. Il veto fu tolto soltanto nel 1980. Chiaramente, da tutto l’ ambiente calcistico, l’ arrivo degli ” strangers ” fu accolto da tutti con molta curiosità ed interesse vista la grossa novità. Insieme a campioni già affermati come Krol e Falcao, in quella prima tornata ( era possibile tesserare solo un giocatore d’ oltralpe ), giunse in Italia anche (campione del mondo 1978 con la sua Argentina ) Daniel Bertoni, attaccante esterno acquistato dalla Fiorentina, autore dell’ ultimo gol nella finale mondiale di due anni prima contro l’ Olanda ( 3 -1 ), proveniente dagli spagnoli del Siviglia- Il suo ruolo prevalente fu quella di seconda punta ( ma all’ occorrenza anche centravanti ) uno dei migliori del suo tempo a recitare al meglio il difficile ruolo di ” spalla ” dell’ attaccante centrale, capace pure di saper aprire gli spazi per gli inserimenti da dietro. Dotato di un’ ottima tecnica individuale, arrivò in Italia all’ età di 27 anni acquistato dall’ ambiziosa Fiorentina dei Conti Pontello. In riva all’ Arno resta con alterne fortune per quattro stagioni, compresa quella famosa del secondo posto ad un solo punto dalla Juventus. Giunge a Napoli assiema a Diego Armando Maradona. Nel 1984 -1985 a braccetto con i 14 di Maradona, Bertoni realizzò 11 reti, bottino niente affatto malvagio per quegli anni. Meno felice fu la seconda, quella targata 1985 -1986, con sole tre segnature. Una delle tre per fu decisiva però al successo ottenuto contro il Lecce del 9 febbraio 1986 per 1 -0, deciso da una sua prodezza. Quel pomeriggio al S. Paolo nonostante ci fosse il sole, il terreno era molto allentato a causa della pioggia dei giorni precedenti e, In campo ( nel frattempo nel 1982 gli stranieri tesserabili per squadra erano saliti a due ) c’ erano addirittura ben quattro argentini. Oltre a Diego ed a Daniel, erano presenti nelle file dei pugliesi erano presenti il talentuoso Barbas e Pedro Pablo Pasculli che poi, in Messico diventerà campione del mondo guidato dal più grande Diego di sempre. Non fu una gara bellissima quel Napoli – Lecce in un campionato comunque felice per gli azzurri di Ottavio Bianchi, terminato al terzo posto, antecedente a quello storico del primo scudetto. I giallorossi salentini erano in una posizione assai difficile in classifica tanto che, alla fine, retrocessero in serie B ( fu quello il primo campionato del Lecce in A ). Dopo nove minuti proprio un’ abile sponda di Bertoni libera al tiro Nico Penzo dal limite dell’ area. il quale, con un forte diagonale coglie la base del palo. La sfida procede senza ulteriori sussulti fino al 42° con una perfida girata lenta ma inesorabile, Daniel Bertoni firma l’ unico gol della partita. Nella ripresa per ben volte Penzo va vicino al raddoppio ma, in un modo o nell’ altro la sfera non entra. Si chiude con due grosse emozioni : la prima è un colpo di testa finito sul palo del leccese Paciocco, la seconda viene dal bravo Raimondo Marino .che, non sfrutta a dovere un assist al bacio di Diego di testa. Marino evita con un abile pallonetto il portiere Pionetti ma, al volo a porta spalancata, mette incredibilmente alto, Daniel Bertoni : un attaccante coi fiocchi !
Dieci a due sono i successi a favore degli azzurri, con sei pareggi, Ora che finalmente qualche infortunato eccellente sta rientrando ( ed ancora ne mancano…), si sta rivedendo il Napoli originale. Bisogna logicamente continuare così. Forza Napoli !!!
EMANUELE OROFINO

