Napoli, obiettivo Vicario: l’upgrade tricolore per la porta

Il Napoli si prepara ad accedere alla prossima stagione, in attesa del Mondiale da poco iniziato la squadra composta da Manna e De Laurentiis lavorano per formare la nuova squadra azzurra che ha salutato Conte, aspettando l’arrivo di Allegri. Il tecnico ormai ex Milan sta sistemando gli ultimi dettagli burocratici prima di diventare a tutti gli effetti il nuovo tecnico partenopeo. Nel frattempo l’allenatore toscano ha già dato varie indicazioni sul calciomercato, guardando anche con attenzione al ruolo del portiere, probabilmente uno dei blocchi più deboli del Napoli. Con Meret e Vanja Milinkovic Savic in partenza, gli azzurri hanno avuto grazie anche ad una nostra esclusiva, una cena con Vicario ex portiere dell’Empoli. Andiamo a vedere il perché Guglielmo Vicario rappresenterebbe un upgrade per la porta del Napoli.

L’ora del salto di qualità per la porta del Napoli:

Se c’è una lezione che la stagione 2025/2026 ha lasciato in eredità al Napoli, è che le grandi squadre si costruiscono partendo dalle fondamenta. E le fondamenta azzurre, quest’anno, hanno tremato troppo spesso. L’alternanza forzata, le incertezze strutturali e la vistosa mancanza di costanza offerte da Alex Meret e soprattutto da Vanja Milinkovic-Savic hanno costato punti sanguinosi in campionato. Ecco perché il forte interessamento del Napoli per Guglielmo Vicario (classe 96) non è un semplice colpo di mercato, ma una vera e propria necessità strategica per cambiare volto alla squadra. Per capire la portata dell’upgrade, bisogna analizzare i freddi dati del rendimento della porta del Napoli in questa stagione. Una staffetta che, invece di creare sana competizione, ha finito per togliere certezze all’intero reparto difensivo. Da un lato Alex Meret: nonostante la reattività tra i pali resti di ottimo livello, Meret ha pagato a caro prezzo i soliti passaggi a vuoto mentali e una fragilità fisica che ne ha spezzato il ritmo. Con una percentuale di parate scesa quest’anno sotto il 68% e una media di 1.2 gol subiti a partita, il portiere friulano ha dato la sensazione di non riuscire a garantire quella parata decisiva nei momenti chiave del match. Dall’altro Vanja Milinkovic Savic: arrivato per portare fisicità e leadership e una visione più offensiva grazie ai suoi lanci (mai risultati utili), il gigante serbo ha mostrato una preoccupante discontinuità. Straordinario in alcune serate, letale in negativo in altre. I dati evidenziano ben 4 errori gravi direttamente associati a un gol avversario in stagione, causati da uscite a vuoto e da una postura spesso pigra sulle conclusioni rasoterra. La sua gestione emotiva della gara ha trasmesso ansia a una difesa già fragile. Il risultato? Una difesa che ha perso la capacità di giocare alta e con coraggio, terrorizzata dall’idea di lasciare scoperto lo specchio della porta.

L’identikit di Vicario: Perché con lui la musica cambia

Guglielmo Vicario, reduce dall’esperienza ad altissima pressione in Premier League con il Tottenham, rappresenta l’esatto opposto di ciò che si è visto al Maradona quest’anno: continuità assoluta, solidità mentale e leadership feroce. Il confronto è netto Vicario nella stagione 2025/26 in una squadra disastrosa come il Tottenham ha realizzato il 76% di parate riuscite, rispetto a Meret e Vanja che hanno realizzato il 67% di parate riuscite. Con i suoi 194 cm, Vicario unisce la fisicità di Milinkovic-Savic alla reattività (e oltre) di Meret. I dati raccolti in Inghilterra lo posizionano nel top 10% europeo per “Post-Shot Expected Goals” (PSxG). Un valore statistico che misura quanti gol un portiere ha effettivamente “salvato” rispetto alla pericolosità dei tiri subiti. Vicario ha chiuso la stagione con un saldo ampiamente positivo, dimostrando di saper fare la differenza proprio sui tiri ravvicinati e sulle seconde palle, dove il Napoli ha ballato parecchio. Se Milinkovic-Savic ha faticato nelle letture dei cross e Meret è storicamente un portiere di linea, Vicario fa dell’aggressività nelle uscite il suo marchio di fabbrica. La sua media di uscite alte bloccate (91%) in Premier League testimonia la capacità di ripulire l’area piccola, togliendo pressione ai difensori centrali. In un sistema tattico esigente, avere un portiere che comanda l’area permette alla linea difensiva di alzarsi di 10 metri, facilitando il baricentro alto e il recupero immediato del pallone. Il Napoli di quest’anno ha sofferto maledettamente il pressing ultra-offensivo degli avversari, anche a causa della scarsa pulizia tecnica nel rinvio. Vicario porta in dote una precisione nei passaggi corti e medi dell’88.4%. Non si tratta solo di saper calciare, ma di saper “leggere” l’uomo libero sotto pressione. Al Tottenham ha giocato in sistemi con linee difensive altissime e pressing asfissiante, sviluppando una rapidità di pensiero palla al piede che Meret e Milinkovic semplicemente non hanno nelle loro corde.

Vicario come target è il portiere giusto: altri dati a confronto

Il primo dato che balza agli occhi è quello degli errori gravi in gara. Il duo Meret-Milinkovic ha collezionato la bellezza di 6 errori gravi direttamente associati a una rete avversaria. Che si sia trattato di una sfarfallata del serbo in uscita alta o di un’incertezza del friulano sulla conclusione dalla distanza, la difesa ha vissuto costantemente con il terrore del blackout. Vicario risponde con un dato che certifica la sua straordinaria solidità psicologica: un solo errore decisivo in tutta la stagione. Questo significa una cosa sola: continuità. Con lui in campo, la squadra sa di poter contare su una base solida che non regala nulla agli avversari. Il calcio contemporaneo si sviluppa dal basso e il portiere è chiamato a subire la prima ondata di pressing. Qui il divario diventa quasi imbarazzante. Quando gli attaccanti avversari portano la pressione ultra-offensiva (come squadre contro Como e Roma per farvi capire), l’attuale percentuale di precisione dei passaggi della porta azzurra crolla al 61%, costringendo spesso i difensori a rinvii sbilenchi o a palle perse sanguinose a ridosso dell’area di rigore. Vicario, abituato ai ritmi folli e al pressing asfissiante del calcio inglese, mantiene una lucidità disarmante: il suo 79% di precisione nei passaggi sotto pressione garantisce una fluidità di manovra che permetterebbe al Napoli di ripulire l’azione e azionare immediatamente la verticalizzazione per gli esterni.

Il Verdetto della Valutazione Media

Il riassunto di questa egemonia numerica sta tutto nel voto medio calcolato dai principali data-provider europei. Se la porta del Napoli galleggia su una mediocrità da 6.45, Vicario si attesta su un 7.10 da top player assoluto del ruolo. La tabella non mente: prendere Guglielmo Vicario e consegnargli le chiavi della porta azzurra significa cancellare i difetti strutturali di un’intera stagione e regalare alla difesa quel leader silenzioso che, da troppo tempo, manca all’ombra del Vesuvio. Senza ombra di dubbio, al giusto prezzo e ovviamente togliendo a libro paga sia Meret che Vanja il Napoli potrebbe accogliere un portiere italiano che ha sempre sorpreso tutti anche in Serie A.

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