Napoli: Rosa spremuta, visione mai preventiva!

Nel Napoli di Conte la sensazione dominante non è la costruzione, ma l’usura. Usura di uomini, di idee, di nervi.

La gestione della rosa e dei concetti di gioco sembra procedere per distruzione, non per prevenzione, come se l’allenatore aspettasse che il problema esploda per poi correre ai ripari. Il paradosso è che le soluzioni arrivano sempre dopo, mai prima.

L’avvio di stagione con il 4-1-4-1 aveva senso. Quattro centrocampisti a schermare, a correre, a occupare spazi: il Napoli funzionava, produceva equilibrio e risultati. Ma Conte ha tirato la corda. Ha chiesto lo stesso sforzo, le stesse letture, la stessa intensità a uomini spremuti fino al limite. Il sistema reggeva, i corpi no. L’infortunio lungo e decisivo di De Bruyne è stato il primo campanello d’allarme, ignorato come se fosse solo rumore di fondo.

Da lì, il ritorno a un 4-3-3 prudente, quasi timoroso, che però non ha dato risultati. Politano, Di Lorenzo e Spinazzola sono scoppiati uno dopo l’altro, mentre Anguissa si è fermato.

A quel punto, nuova sterzata: 3-4-3, altra idea, altri carichi, altra emergenza mascherata da scelta tattica. Finché sotto i colpi della stanchezza dell’utilizzo degli stessi uomini il castello è crollato  nuovamente con le sconfitte con Benfica e Udinese.

Il problema non è cambiare modulo. Il problema è farlo sempre in risposta a una ferita, mai per evitarla. Conte sembra incapace di gestire le situazioni prima che degenerino, di ruotare davvero, di rischiare un po’ prima, quando il rischio è calcolato e reversibile. Si parla tanto di cultura del lavoro, ma qui il lavoro diventa logoramento sistematico.

La domanda, allora, è semplice e brutale: perché aspettare l’irreversibile? Perché non proteggere il gruppo prima, distribuendo responsabilità e minuti, accettando un minimo di incertezza tattica pur di salvare energie?  A Napoli,in questa stagione, dopo lo splendido scudetoo. Conte ha scelto di arrivarci di corsa, con la rosa già incerottata e le idee accorciate.

Nel calcio moderno, programmare rotazioni, leggere i segnali, fidarsi delle seconde linee non è debolezza ma visione.

Continuare a spremere titolari finché cedono produce solo emergenze seriali.

E’ necessario un progetto che anticipi, non che rincorra un bollettino medico.

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