Napoli, Spalletti in conferenza: “C’è dispiacere perché avevamo condotto bene la partita”

Luciano Spalletti, allenatore del Napoli, ha parlato in conferenza stampa, commentando il 2-2 del Mapei Stadium contro il Sassuolo. Ecco le sue parole.

Da cosa deriva questo risultato?

“Deriva un po’ da tutto. Quando loro hanno cominciato a pressare, noi abbiamo perso qualche pallone di troppo invece di gestirlo con la consueta calma, ci siamo accontentati di andare a recuperare la palla e di fargliela rigestire, quello può essere determinato dal fatto di aver sentito un po’ di più la fatica, dove si pensava che il 2-0 non potesse essere rimontato. Poi son comprese un po’ di cose: qualche calciatore un po’ di stanchezza l’ha sentita ma noi potevamo gestire ugualmente la gara nel secondo tempo, anche loro avevano gli stessi calciatori come noi in campo. Siamo riusciti ad alleggerire la linea di pressione ugualmente e loro ci hanno creato delle difficoltà”.

Koulibaly e Fabian?

“Fabian lo stavo sostituendo e mi ha chiesto 5 minuti, ne erano passati 4 e ha sentito tirare l’adduttore. Koulibaly un po’ simile, ha sentito un problemino muscolare e li abbiamo sostituiti. Sono cose che possono succedere in una situazione di densità di partite ravvicinate. C’è dispiacere perché avevamo condotto bene la partita. C’è un po’ di amarezza ma nella globalità della partita la valutazione è positiva”.

La gara può avere delle ripercussioni, nella gestione, per la prossima?

“Non lo so. E’ una partita, l’abbiamo gestita così. Ora si andranno a valutare i problemi. Da un punto di vista di dispiacere, c’è, ma la squadra è forte e deve saper accettare un pareggio e deve fare la squadra forte nelle intenzioni e nei comportamenti”.

Cosa è successo ?

“Ho protestato su Rrahmani, era fallo, e poi è nato il gol da quella situazione. Ci farebbe piacere che anche gli altri facessero così, ovvero di non andare a protestare con i calciatori”.

Come si tira su il morale della squadra?

“Io non tiro niente nel senso che si fanno valutazioni obiettive, si parla di professionismo. Il fattore mentale incide molto e a noi far compassione ci fa arrabbiare, perché sappiamo come reagire. Diamo un’importanza massimale al fattore mentale. Si allenano le gambe e la testa”.

Spalletti

 

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