Napoli-Verona è un dejà vu!

 

No, non si è spento il ricordo di Napoli-Verona 1-1. Quel 23 maggio sera sembrava qualcosa di già vissuto in anni precedenti. Come dimenticare la Champions gettata sul rigore di Higuain calciato in tribuna contro la Lazio sei anni fa? E come dimenticare la delusione dell’annata in cui il Napoli perse a Torino contro la Juventus per un autogol di Albiol (su tiro di Zaza) che costò forse lo scudetto? E come dimenticare lo scudetto certamente perso tre anni fa, nella disfatta di Firenze (facente seguito alla famosa vittoria della Juve a Milano con l’Inter)? La Champions persa col Verona ha però una matrice diversa, diciamo meno intensa, rispetto agli accadimenti sopra esposti. C’è solo delusione enorme e i tifosi vorrebbero far luce su quella prestazione degli azzurri inspiegabile, ancor di più agli occhi di chi era presente allo stadio in tribuna stampa.

Ma cosa dovrebbe esser successo in quel Napoli-Verona? L’unica cosa certa è che in quella gara tutto è stato errato. In primis l’approccio della squadra azzurra. Il Verona ha fatto la sua partita, niente di significativo, nulla di trascendentale. Non c’era motivo di darci dentro, essendo gli scaligeri già salvi e lontani dalla zona Europa, ma non c’era nemmeno motivo di tirar dietro la gamba, perché nel Calcio ognuno deve fare del suo meglio per onorare gli impegni. Juric non aveva nemmeno mandato in campo tutti i suoi migliori. In porta c’era il secondo portiere, sostituito a sua volta, dopo il gol del pareggio di Faraoni, dal terzo portiere, un esordiente in Serie A. Il tecnico croato, a quel punto, ha voluto sfidare Gattuso a vincere la partita, perché fino a quel momento lo aveva fermato come e quando voleva. Il calabrese ha abboccato in pieno, riempiendo il Napoli di attaccanti ma senza un costrutto reale. Petagna attendeva cross in area che in realtà non sono mai giunti.

Ecco, questo è accaduto alla luce del sole (anche se si è giocato di sera). Chi ha assistito alla partita ha visto un Napoli col braccino corto, senza idee, quasi spaventato di dover cacciare la Juventus al quinto posto e dunque fuori dalla zona Champions. Invece, alla fine, come già accaduto altre volte, i bianconeri hanno goduto, gli azzurri no. Proprio gli juventini avevano grande fiducia che le cose sarebbero andate così. Da parte dei tifosi del Napoli, invece, c’era gran paura perché in stagione il Napoli era troppo altalenante (9 sconfitte in campionato. Ad un certo punto, in tutte le competizioni, 9 sconfitte in 18 gare!). Il discorso sta tutto nella personalità non forte da parte della maggioranza dei calciatori del Napoli. Troppa desuetudine ai grandi risultati, pochi risultati significativi nella loro carriera, quasi assente reattività di fronte agli ostacoli delle partite quando esse non si mettono per il verso giusto.

Inutile andare a ricercare eventuali spiegazioni, eventuali manovre sottobanco, eventuali risultanze da un’indagine che non porterebbe a nulla. Tocca solo ripartire e capire chi veramente può restare nel gruppo alla guida di mister Spalletti. Quest’ultimo avrà un compito mica da ridere: motivare chi forse, a questo punto, ritiene il suo ciclo finito a Napoli (ma che non sarà ceduto se non per cifre folli) e far rialzare la testa a chi ora la tiene bassa. Sì, proprio come il quel fatidico Napoli-Verona del 23 maggio 2021.

EZIO PERRELLA

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