Nervi a fior di pelle

Questi due ritiri del Napoli hanno dato più dolori che gioie ai tifosi azzurri, la squadra ha giocato non benissimo, sono partiti tanti calciatori fondamentali e quelli arrivati non hanno esaltato la piazza. Di solito nel ritiro precampionato del Napoli la faceva da padrone il presidente Aurelio De Laurentiis che, da vera superstar, parlava un giorno sì e l’altro pure, invece quest’anno non è successo così, De Laurentiis ha parlato solo un paio di volte senza sbottonarsi più di tanto. Intanto in città avanza la contestazione, non mancano striscioni contro la proprietà e De Laurentiis sembra risentirne di tutto ciò, pochissime le sue apparizioni in pubblico o in mezzo ai tifosi, sempre rintanato in hotel. Indizi sullo stato emotivo di De Laurentiis si posso percepire da quanto accaduto nell’ultima amichevole di Castel di Sangro, il presidente si è seduto in panchina accanto a Giuntoli e Spalletti, ad un certo punto gli animi si sono surriscaldati, sul finale del primo tempo, De Laurentiis si è alzato per andare a protestare nei pressi della linea laterale con il primo assistente e lo stesso ha fatto dopo il duplice fischio con il direttore di gara. Un gesto che gli è valso l’approvazione del pubblico presente, che non lo aveva in realtà visto arrivare allo stadio, tutto questo non lo aveva mai fatto il presidente del Napoli, sintomo di attaccamento alla sua squadra, ma che può essere interpretato anche come tanto nervosismo, dettato soprattutto da una piazza che lo contesta per qualsiasi cosa, per un allenatore che gli chiedi rinforzi, per una squadra che non gira, il tutto con i nervi a fior di pelle per la necessità di far quadrare i conti.


