Rasmus: prima o seconda punta?

L’ennesimo assist di Rasmus Højlund conferma l’ idea che è una meravigliosa seconda punta piu che un  bomber vero. Un’analisi tattica che fotografa benissimo l’evoluzione e a volte l’equivoco che spesso accompagna Rasmus Højlund. I numeri recenti (incluso il gol e l’assist contro il Pisa e quello contro il Bologna) confermano esattamente che l’attaccante danese pur avendo la struttura fisica di un pivot e una progressione devastante, adora svariare, legare il gioco, attaccare la profondità partendo da lontano e mandare in porta i compagni. Questo lo rende quasi più una seconda punta di movimento o un attaccante di raccordo che un vero e proprio “animale d’area di rigore” alla Osimhen.

In questa stagione Hojlund ha giocato tanto (3.447 minuti totali) con ben14 gol segnati di cui 11 gol in questa Serie A e capocannoniere del Napoli ma è evidente che nel gioco di Antonio Conte — o di chiunque siederà sulla panchina azzurra l’anno prossimo — una figura che garantisca una presenza fissa, pesante e cinica negli ultimi sedici metri farebbe fare un salto di qualità enorme, soprattutto considerando l’addio ormai imminente di Romelu Lukaku. In campionato Hojlund ha vissuto infatti anche lunghi periodi di digiuno, addirittura ben 7 gare senza reti tra dicembre e febbraio, e, a parte la doppietta con la Juventus, non ha inciso negli scontri diretti. Basti pensare che in realtà il danese ha segnato in soli 7 incontri, con tre doppiette, forse anche per la difficoltà del Napoli a produrre gioco. Non vanno però dimenticati i suoi 7 assist complessivi che rappresentano il suo record assoluto in carriera in quanto non era mai andato oltre i 4 a stagione. Numeri da attaccante moderno che segna e sa far segnare.

Con il riscatto obbligatorio di Højlund dal Manchester United per 44 milioni di euro, appena diventato ufficiale grazie alla matematica qualificazione in Champions League, il Napoli si ritrova per le mani un investimento a lungo termine (contratto fino al 2030 con clausola da 85 milioni) e si aprono quindi due scenari molto intriganti in chiave mercato anche in base a quello che sarà il prossimo tecnico a sedere sulla panchina azzurra. Prima alternativa sarebbe trovare sul mercato un vero bomber “di peso” e di posizione, per comporre una coppia d’attacco fisica e imprevedibile, permettendo a Højlund di girargli intorno sfruttando gli spazi. Altro scenario sarebbe continuare a usarlo come riferimento centrale ma affiancandogli ali o trequartisti molto più cinici sotto porta, capaci di capitalizzare i suoi continui assist e i movimenti a svuotare l’area.

Voi che fareste? La palla passa a Manna e all’ormai imminente nuovo tecnico che dovranno valorizzare il diamante grezzo danese e farlo crescere ancora di più costruendo intorno a lui l’attacco del futuro degli azzurri.

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