SAN PAOLO GREMITO PER UNA FESTA VERA

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Ed eccoci di nuovo in un San Paolo pieno, tutti uniti sotto un’unica bandiera, nonostante ci si trovi in serie C1 e di fronte al Frosinone. Un San Paolo che raramente in questa stagione ha fatto registrare presenze numericamente così elevate, se non in coppa Italia con la Roma ed, al principio, alla coppia Inter e Juventus, nel torneo triangolare amichevole di precampionato "Birra Moretti". Infatti a questi prestigiosi club è capitato di assistere ad uno spettacolo che ben poche città in Italia, ed addirittura in Europa e perché no anche nel mondo, riescono ad offrire. Sono passati ormai 10 mesi da quella calda serata di un’estate, resa ancor più torrida dalla infinita battaglia giuridica che i legali della società azzurra conducevano, inutilmente o quasi, per ottenere una riammissione in serie B che a detta di molti, ma non di chi comanda il calcio, sembrava lecita. E in quella serata l’immenso cuore azzurro dei napoletani si è fatto sentire con i suoi battiti proprio a fronte di due delle società più blasonate dell’intero panorama calcistico mondiale, oltre 60.000 persone unite nella curiosità di vedere il nuovo Napoli all’opera a confronto delle due grandi ospitate al San Paolo e soprattutto per far sentire a chi di dovere che Napoli non merita un altro anno di serie C1, in quanto sia il Napoli che la città tutta, vuole emergere ed occupare quel posto tra le big che gli compete, e che Napoli non è inferiore a nessuno, che la città ha voglia di grande calcio, che Napoli merita il grande calcio. E in quella serata anche il team di Reja ha fatto sentire la sua voce battendo entrambe le squadre e aggiudicandosi meritatamente il trofeo, con addirittura un suo giovane calciatore premiato come miglior uomo del torneo. Napoli e il Napoli hanno dimostrato con il loro calore di essere vivi più che mai, ma evidentemente tutto questo non è bastato. E non è bastata nemmeno la battaglia legale contro la FIGC e contro alcune società di serie B. Il Napoli si è ritrovato per la seconda volta consecutiva ai nastri di partenza della terza serie italiana, e i suoi tifosi agguerriti più che mai contro chi non ha ritenuto la squadra e la città adatti ad una categoria superiore, comunque inferiore al proprio blasone. Da quella serata d’estate, e per tutti questi lunghi dieci mesi, nei quali il Napoli è stato costretto a rimboccarsi le maniche, la nostra squadra si è ripresa sul campo, dopo una marcia inarrestabile, quello che ingiustamente gli era stato tolto prima e negato dopo. Dieci mesi nei quali i napoletani hanno imparato a non illudersi, a non aspettarsi favori o giustizia da chi comanda il calcio, a sudarsi con le proprie forze ogni traguardo con la consapevolezza di non voler e dover ringraziare nessuno. Ancora una volta il San Paolo pieno come ai bei tempi, ma questa volta per brindare alla promozione in cadetteria a testimonianza che l’amore dei tifosi per la loro squadra resta immutato, così come all’epoca degli scudetti o più recentemente alla promozione in A del 2000. Questa volta lo stadio pieno assume un altro significato, la voglia di esultare più che per la promozione in B, per far capire all’Italia che Napoli è viva più che mai e che dopo tante botte ricevute resta in piedi grazie anche ad una società finalmente forte in grado di dare la giusta serenità e fiducia all’ambiente. Lo stesso calore che i napoletani trasmetteranno alla loro squadra sempre e comunque in qualsiasi categoria.

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