Sarà davvero un segnale?

“Il risultato di questa partita ci dirà dove saranno rivolti i nostri pensieri, perché una sconfitta potrebbe essere fatale. È tutto racchiuso in quello che vogliamo fare delle nostre vite calcistiche.” Dichiarazioni eloquenti di Luciano Spalletti, che alla vigilia del match del Bentegodi di Verona ha annunciato anche che è ormai terminato il tempo delle parole: bisogna fare solo i fatti. Contro l’Hellas il tecnico di Certaldo torna al 4-3-3 proponendo Anguissa e Fabiàn Ruiz accanto a Lobotka. In avanti Politano e Lozano a supporto di Osimhen. La formazione di Tudor risponde con il classico 3-4-2-1, con il fondamentale recupero di Barak sulla trequarti. Gli azzurri cominciano il match con un buon approccio, evidenziando maggiore compattezza a centrocampo ed equilibrio, grazie all’inserimento di un uomo in più sulla linea mediana. Gli scaligeri cercano di effettuare la solita pressione costante sui portatori di palla avversari, ma stavolta il Napoli riesce ad uscire in una maniera più fluida ed efficace dalla linea dei difensori. Fondamentale il contributo di Zambo Anguissa, che si libera dei propri rivali con una facilità disarmante e sfoggiando una tecnica davvero mostruosa. Dopo i due tentativi, non particolarmente pericolosi, di Tameze e Simeone il Napoli riesce a sbloccare il match: una rimessa laterale di Di Lorenzo fa partire sulla fascia Politano, il quale è abilissimo a mettere un cross perfetto per la testa del solito Osimhen, che si inserisce con i tempi giusti e con un gran colpo di testa timbra il cartellino. I partenopei gestiscono, potenzialmente potrebbero fare ancora più male al Verona, ma spesso viene fallito l’ultimo passaggio decisivo per andare verso la porta. La linea difensiva lavora in modo impeccabile e Simeone si fa beccare puntualmente in posizione di offside. Osimhen si fa richiamare spesso da Luciano Spalletti, “reo” di sbagliare qualche controllo palla di troppo e di non scaricare efficacemente verso i propri compagni. Oltre al centravanti nigeriano, il Napoli crea due ottime chance con Fabiàn Ruiz, che utilizza prima il mancino e successivamente il destro sfiorando il bersaglio grosso. A differenza delle precedenti uscite, gli ospiti hanno un uomo in più che può tenere il ritmo del proprio numero 9: si tratta di Hirving Lozano, che in alcune circostanze agisce quasi da seconda punta accompagnando i movimenti del proprio compagno, ma anche lui commette qualche errore eccessivo non riuscendo a finalizzare potenziali chance a ridosso dell’area avversaria. Nella ripresa il Verona comincia con tutt’altra intensità cercando di spingere anche con Depaoli, che però per ben due volte viene murato da Kalidou Koulibaly. Duello rusticano tra Gunter e Osimhen, con quest’ultimo che viene anche colpito duramente alla spalla. Spalletti inserisce forze fresche mandando in campo Insigne ed Elmas in luogo di Lozano e Politano. Uno straripante Osimhen costringe il rivale Gunter al giallo, poi Ceccherini si distrae e viene puntualmente punito. Altra rimessa laterale letale, uno straordinario Di Lorenzo avanza sulla destra e mette un pallone perfetto per il tapin vincente dell’implacabile Osimhen. Partita tutt’altro che chiusa, perché il Verona è squadra che non muore e non molla di un centimetro e si rimette in carreggiata in seguito ad una distrazione di Mario Rui, che non segue l’inserimento di Faraoni, il quale raccoglie il cross perfetto di Tameze e di testa riapre i giochi. Finale di gara arroventato: Ceccherini si fa espellere, il Napoli sciupa due occasioni per mettersi a distanza di sicurezza, Mario Rui colpisce una traversa clamorosa e clamorosamente si fa male il neo entrato Petagna. Nell’extra time il Napoli regge l’urto non rischiando quasi nulla e porta così a casa una vittoria fondamentale per restare almeno in lotta per il vertice. Tra sei giorni i partenopei giocheranno in casa contro l’Udinese: doveroso ritrovare la vittoria in casa dopo le ultime disfatte. La marcia prosegue. Sarà un segnale?

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