Sblocchiamo gli attaccanti
Dopo le prime due giornate di campionato un dato emerge chiaro. L’assenza di Lukaku pesa ma soprattutto la squadra è tutta sulle spalle dei centrocampisti che sono stati gli unici a mettere a segno i tre gol tra Sassuolo e Cagliari.
Due vittorie e sei punti sono una iniezione di fiducia e un avvertimento alle avversarie ma dietro queste gare si cela un tema tattico importante da analizzare e non sottovalutare. Non ci si vuole elevare in un’analisi tecnica, lungi da noi, ma ci si pone da meri osservatori ai quali è chiaro che gli attaccanti sono a secco e bisogna trovare il modo per metterli nelle migliori condizioni in cui essere determinanti. L’arrivo di Holjund va non solo a riempire il vuoto lasciato da Lukaku ma soprattutto aggiunge un attaccante dalle caratteristiche diverse da quelle di Lucca. Oltre alla tecnica, il danese ha anche l’attacco della profondità e dello spazio che possono permettere al Napoli e a Conte di avere una variante tattica non banale. Non più il centravanti spalle alla porta ma uno che la punta. Motivo per il quale c’è bisogno, in gare come quella contro avversari che si chiudono, di non blindarsi con i 4-1-4-1 ma di avere l’ardire di scardinare il gioco ostruzionistico degli avversari con la vivacità degli esterni e degli attaccanti stessi in un più fluido 4-3-3. Neres e Lang su tutti, senza dimenticare Elmas appena arrivato o meglio ritornato, rappresentano le armi vincenti contro questo tipo di avversari. Rinunciare ad un centrocampista dando spazio ad uno di loro due o ad entrambi, liberi di agire in un 4-3-3 aggressivo ma con equilibrio, può dare sfogo alle qualità loro favorendo le giocate di un centravanti come Holjund. Basta dover soffrire e farsi ingabbiare nel gioco di sponda tra Lucca e i centrocampisti, che va solo a vantaggio degli avversari chiusi e arroccati nella loro tre quarti. In Europa o in Campionato contro le cosiddette big ci sta voler rinforzare la mediana e la trequarti con il 4-1-4-1 dei FabFour ma quando si gioca in casa o fuori contro avversari che prediligono l’ostruzionismo per ripartire in contropiede, bisogna subito aggredirli con un 4-3-3 più dinamico e imprevedibile. Le armi in attacco ci sono e non bisogna avere il timore di usarle perchè non sempre c’è uno dei Fabfour che toglie le castagne dal fuoco ma a volte serve l’imprevedibilità di chi salta l’uomo e mette la palla in mezzo all’area. Non può sempre farlo solo Politano, subito raddoppiato, o non può sempre inventarsi Buongiorno come assistman dell’ultimo minuto. Il nostro appello al mister, da osservatori esterni, è quindi quello di sbloccare gli attaccanti dando sfogo alla fantasia quando le condizioni lo permettono.

