Secondo Posto, Merito o Delusione?

Siamo all’epilogo di questa lunga stagione e va in scena quello che potremmo definire il “Paradosso Azzurro” con la corsa per il raggiungimento del secondo posto tra orgoglio e amarezza.  A Napoli, quando si parla di calcio, le sfumature grigie faticano a trovare posto: o è trionfo o è fallimento. Mentre il campionato volge al termine e la classifica rafforza il Napoli in zona Champions a difesa della seconda posizione, ma con un distacco dalla capolista di ben quindici punti, sorge spontaneo chiedersi se questo piazzamento è un merito da rivendicare o una “medaglia di cartone” sulla pelle di chi aveva invece lo scudetto sul petto?

Dunque, bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto questo secondo posto? La verità come al solito sta sempre nel mezzo, ma con anche una punta di fiele se si pensa alle parole proprio di Antonio Conte: “chi vince scrive la storia e gli altri la leggono” o anche che “arrivare secondi è essere i primi dei perdenti”.

Non è la prima volta che il Napoli vive questa strana condizione. Il paragone corre veloce alla stagione 2018/19, la prima di Carlo Ancelotti. Anche allora il Napoli arrivò secondo, ma a ben 11 punti dalla Juventus, rivale che l’anno prima le aveva scippato il famoso scudetto dei 91 punti. In quell’occasione, il secondo posto fu percepito come un bicchiere mezzo pieno, anche per il discreto cammino tra Champions e Europa League. Oggi, la situazione è alquanto speculare, da bicchiere mezzo vuoto dovuta all’aggravante psicologica dello scudetto cucito sulla maglia. Arrivare secondi con un notevole distacco contro l’avversaria superata l’anno precedente, genera quel filo di amarezza. Sicuramente gli infortuni numerosi occorsi da inizio stagione avrebbero ad un certo punto fatto firmare per un piazzamento del genere. La vittoria in SuperCoppa di Dicembre aveva, poi, regalato un sorriso nel bel mezzo di un momento critico dove gli arruolabili erano così pochi da dover attingere alla primavera per completare la panchina.

Bisogna comunque guardare chi sta dietro perchè mettersi alle spalle squadra blasonate come Milan e Juventus, partite anche con tanta ambizione, non è mai un dettaglio banale. Parliamo pur sempre di club che, storicamente e finanziariamente, partono per vincere, e questo certifica che il Napoli ha ormai acquisito uno “status”, almeno in Italia, di una società che non è più la provinciale che compie l’impresa una tantum, ma una realtà che, anche nelle annate storte, riesce comunque a restare in pianta stabile nei piani alti.

Se è vero che finire davanti a Juventus e Milan è un titolo di merito che ribadisce la forza del brand Napoli, garantendo l’accesso diretto alla massima competizione europea, è altrettanto vero che il distacco “siderale” dalla vetta lascia un pizzico d’amaro in bocca. È un secondo posto che sa di dovere compiuto ma senza gioia, un piazzamento che salva il bilancio e il prestigio, ma che lascia quella punta di nostalgia per quella cavalcata trionfale che, solo un anno fa, rendeva le distanze un problema solo degli altri.

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