Serata stortissima a San Siro: ci sono ancora speranze, ma servirà un capolavoro

Partita storica: per la prima volta in assoluto il Napoli disputa un quarto di finale di Champions League. Gli azzurri scendono in campo a San Siro orfani di tutti i centravanti, costringendo così Spalletti a schierare Elmas nel ruolo di falso nove. Sulla corsia sinistra Mario Rui viene preferito ad Olivera. Stefano Pioli conferma l’undici titolare che ha surclassato i partenopei qualche giorno fa al Maradona in campionato, affidandosi alla duttilità di Brahim Diaz e Krunic. Prima frazione di gioco che comincia con gli ospiti subito propositivi, ad un passo dal vantaggio con Kvaratskhelia, il quale non sfrutta un regalo enorme di Krunic e a pochi passi dalla porta si fa murare da Bennacer, poi Mario Rui calcia alto sulla ribattuta. Azzurri padroni del campo: Di Lorenzo si propone spesso come mezzala, mentre Elmas è abile ad arretrare il proprio raggio d’azione, dialogando bene sia con Zielinski che con Kvaratskhelia. Gli uomini di Spalletti ci provano anche dalla distanza, prima con Anguissa e poi proprio con il centrocampista polacco, ma in entrambe le circostanze Maignan si fa trovare pronto e respinge bene. Al venticinquesimo minuto il primo squillo importante di marca rossonera: Leao, nella propria metà campo, prende il tempo a Rrahmani e si lancia in velocità, per poi calciare di poco al lato dopo una grandissima percussione. È la chance che fa entrare ufficialmente in partita il Milan, che gradualmente fa registrare un netto aumento di giri del motore da parte del proprio centrocampo, mentre i partenopei cominciano a sbagliare qualcosina di troppo nell’impostazione, in particolare con Anguissa che serve male Kvara in un potenziale tre contro due. Al quarantesimo sembra di rivivere un remake della gara di campionato al Maradona: Brahim Diaz va via agevolmente tra Mario Rui e Lobotka, innescando una ripartenza letale che viene poi conclusa con il servizio di Leao per la conclusione vincente di Bennacer, inseritosi alla perfezione. Napoli in bambola: Giroud gioca di sponda per Tonali, il quale calcia male da ottima posizione. Successivamente su un corner ben battuto da Bennacer, Kjaer colpisce la traversa con un gran colpo di teste. Dopo un’ottima prima metà di primo tempo il Napoli non riesce a dare continuità alla propria prestazione, manifestando inevitabilmente un deficit dovuto alla mancanza di una vera punta centrale. Nella ripresa il Napoli torna a mantenere il possesso: Kvara crossa bene per la testa di Elmas, che impegna Maignan. Fattore palle inattive da sfruttare: gli azzurri ci provano anche con Di Lorenzo, con una giocata di buona fattura per poi essere murato da Kjaer. Pioli manda in campo Saelemaekers al posto di Bennacer, arretrando così la posizione di Krunic. Spalletti risponde con Raspadori in luogo di Lozano, dirottando Elmas sulla destra. Al ventinovesimo un’altra svolta in negativo: Anguissa già ammonito commette fallo su Theo Hernandez, andando anticipatamente sotto la doccia. Successivamente si fa ammonire anche Kim per proteste: diffidato, il coreano salterà il ritorno. Negli ultimi dieci minuti entrano Olivera, Politano e Ndombele per Mario Rui, Kvaratskhelia e Zielinski. Nel finale i partenopei creano due occasioni ghiotte: Politano serve perfettamente Di Lorenzo, che chiama Maignan ad un autentico miracolo, poi Olivera colpisce di testa su cross del solito Politano, spedendo però al lato da ottima posizione. A San Siro il match termina sul punteggio di 1-0. Il Napoli può ancora coltivare delle speranze in vista della gara di ritorno, anche senza Kim e Anguissa. È necessario però il recupero di Osimhen, che fa tutta la differenza di questo mondo. Il verdetto è rimandato, però agli azzurri servirà un vero e proprio capolavoro.

