Si poteva fare di più: Ciao Europa.
Il Napoli saluta la Champions e dice addio ai sogni del Mondiale per club. Epilogo amaro a Barcellona per la squadra di Calzona che paga l’assenza ingiustificata dei suoi campioni. Il Barca mette ipoteca alla qualificazione con due gol in due minuti nel primo tempo. Due schiaffi che svegliano gli azzurri che, grazie al gol di Rrhamani, tengono accese le speranze per 60’. Tengono benissimo il campo gli azzurri e pressano i blaugrana ma purtroppo è mancato l’apporto degli uomini chiave. Kvara assente nel primo tempo ha qualche sussulto nella ripresa ma con l’uscita di Mario Rui perde completamente i punti di riferimento e le trame di gioco.
Un fantasma Victor Osimhen. Annullato da un ragazzo di 17 anni che farà certamente strada ma uno come Victor queste gare non le deve sbagliare. Sempre in fuorigioco tutto il primo tempo, sempre dietro l’avversario nella fase cruciale del secondo tempo quando gli azzurri hanno stretto il Barcelona nella sua metà campo. Polveri bagnate per il nigeriano che resta in campo fino alla fine ma che avrebbe forse meritato di essere sostituito. Calzona la perde proprio con i cambi. Una follia togliere Rui e mettere Olivera che in pochi minuti si becca un giallo evitabile e poi commette una serie di ingenità anche nel finale sul gol di Lewandoski che chiude i conti. Altro neo-entrato Lindstrom ha sulla coscienza un facile colpo di testa che sarebbe stato 2-2 all’80 e che invece sfiora la porta di Ter Stegen battuto. Dal gol sbagliato a quello subito. E pensare che, poi, nel finale, gli azzurri prendono anche una traversa con Olivera su assist di Kvara e sfiorano anche il gol proprio con il georgiano che manda la palla a fil di palo sempre con il portiere blaugrana immobile. Ancora inspiegabile perchè Ngonge sia entrato solo al 93’ o Simeone non abbia neanche visto il campo oggi. A volte si deve andare oltre gli equilibri perchè il gol lo prendi lo stesso contro queste squadre.
Xavi la vince nel finale proprio con i suoi cambi perchè Sergi Roberto chiude la visione della porta a Lobotka e costruisce pure il gol del 3-1. Peccato perchè oggi si poteva dare di più e si poteva fare di più contro un Barcelona che non è quello del triplete o del trio maravilla. Un’ottima squadra con tante lacune di cui il Napoli non ha saputo approfittare per l’assenza nel giorno più importante dei suoi campioni. Adesso testa al Campionato per sperare di fare un’impresa per riascoltare anche il prossimo anno la musichetta Champions non dalla TV ma dal campo.

