Stefano Pioli e la crisi viola: una partenza da incubo!

La stagione 2025/26 della Fiorentina è iniziata con aspettative alte, alimentate dai proclami estivi della società, dei tifosi e dello stesso Stefano Pioli. Il tecnico emiliano, tornato a Firenze dopo la parentesi in Arabia Saudita, era stato accolto come un valore aggiunto, l’uomo giusto per riportare i viola stabilmente tra le prime quattro del campionato. Eppure, dopo sei giornate, la realtà è ben diversa: la Fiorentina non ha ancora trovato la via della vittoria in Serie A, collezionando appena tre pareggi e tre sconfitte, con un bottino di soli quattro gol fatti e otto subiti.

Il ruolino di marcia parla chiaro e preoccupa: l’entusiasmo di agosto sembra ormai svanito, sostituito da dubbi e critiche sempre più forti. La sconfitta interna di qualche settimana fa contro il Napoli ha messo in luce limiti tattici e di lettura del gioco da parte di Pioli. I primi venti minuti sono stati un monologo azzurro, con un centrocampo consegnato di fatto agli uomini di Conte. Il tecnico viola, nel post-partita, ha ammesso qualche errore di impostazione, ma i segnali negativi si erano già intravisti anche nelle gare precedenti.

Contro la Roma, nell’ultimo turno, la Fiorentina ha mostrato un volto diverso solo nella ripresa, quando ha reagito con orgoglio e intensità. Il pareggio sarebbe forse stato meritato, ma ancora una volta la sensazione è che la squadra si accenda troppo tardi, come se mancasse quella convinzione necessaria per affrontare le grandi. E ora, all’orizzonte, arriva il Milan, lanciatissimo e in piena forma: un incrocio dal sapore particolare per Pioli, che si giocherà molto contro la sua ex squadra.

Non sono mancate, fin dall’inizio, le voci critiche successive all’arrivo di Pioli a Firenze. Antonio Cassano, ad esempio, con largo anticipo aveva commentato duramente la scelta della Fiorentina. L’ex fantasista, oggi opinionista di “Viva el Fútbol” insieme a Daniele Adani, aveva espresso forti dubbi sull’ingaggio del tecnico dopo l’esperienza in Arabia, definendo la decisione della dirigenza viola – una scelta senza coraggio. Secondo Cassano, infatti, certi allenatori, quando perdono le giuste motivazioni, non migliorano il calcio italiano, utilizzano spesso concetti motivazionali, ma mancano di idee innovative di gioco.

Ora Pioli deve ritrovare lucidità, reinventare una squadra che appare smarrita e, soprattutto, evitare un esonero che oggi non sembra più così lontano. Firenze, si sa, è una piazza competente ed esigente: la pazienza non è infinita e servono risultati. Subito.

Translate »
error: Content is protected !!