Storia di una sconfitta già annunciata
Storia di una sconfitta già annunciata
Il Napoli di Antonio Conte affronta all’Olimpico la Lazio per una sfida che vale l’accesso ai quarti di Coppa Italia. Tutti noi, alla vigilia di questa sfida e dopo aver letto le formazioni ufficiali, abbiamo’ pensato ad una serata particolarmente complicata, soprattutto per il reparto difensivo composto da 4 giocatori che, insieme hanno giocato pochissimo: Juan Jesus e Rafa Marin, ad esempio, non giocano dalla sfida contro il Palermo; Zerbin che fa a fare il “Di Lorenzo”e con Spinazzola che ha deluso quelle che erano le aspettative di inizio stagione.
Ed infatti così è stato. Una disfatta annunciata ancor prima che la partita iniziasse. Purtroppo è così, se si cambiano 11 calciatori su 11, vai incontro a questo tipo di gare.
Undici completamente nuovo ma non cambia quello che è l’anima e lo spirito della squadra partenopea.
Conte si affida anche alla voglia di mettersi in mostra dei calciatori che sono stati impiegati meno fin qui, sperando di avere risposte positive per il proseguo del Napoli in campionato e nel prossimo turno di coppa.
Caprile (uno dei pochi azzurri a salvarsi nella sconfitta di questa sera) para il rigore a Zaccagni dopo aver atterrato Pedro a causa di un errore di tutta la linea difensiva ma anche del centrocampo che si fa imbucare troppo facilmente con un uno-due nello stretto. Azzurri che restano bassi per non dare profondità alla Lazio, chiaro messaggio di Conte. Forse schiacciandosi troppo e consegnandosi all’avversario.
Poi il Napoli subisce un gol su un’ingenuità clamorosa da uno schema su calcio d’angolo facile da leggere. Ingenuità figlie della poca continuità che hanno gli 11 in campo nel giocare insieme.
Reazione d’orgoglio degli azzurri con il ruggito del Cholito, che è il ruggito di tutti i napoletani. Lui è l’uomo più affamato e sempre con la voglia di andare a fare gol, che incarna al meglio lo spirito di questa squadra.
L’altro gol subito nasce sempre da un’ingenuità in fase d’impostazione con Raspadori troppo lezioso che non convince per niente e fornisce un’ennesima prestazione in chiaroscuro.
Gli unici meritevoli di una menzione sono il ‘Cholito’ Simeone e Neres, che fa un altro sport rispetto agli azzurri in campo. La differenza è evidente e si creano sempre pericoli quando il pallone è tra i suoi piedi.
Si capisce che sarà una serata storta anche dal fatto che addirittura Hysaj sembrava avesse ripreso ad essere il calciatore del primo anno di Sarri al Napoli.
Noslin è tornato a segnare con Juan Jesus e Marin a marcarlo, ne ha fatti addirittura tre. Lui che, fino ad oggi, aveva realizzato 2 gol in campionato.
Il Napoli perde 3-1 ed esce, per il quarto anno consecutivo, agli ottavi di finale della competizione.
Questa è la terza sconfitta stagionale. Tre sconfitte tutte subendo tre reti.
Bisogna resettare e ripartire.
Ora il Napoli punta tutto sul campionato e domenica sera, al “Maradona”, c’è ancora la Lazio.


