Superlega? No, il Napoli non è invitato al party

Napoli-Inter 1-1. Guardando il bicchiere mezzo pieno, il Napoli ferma una squadra che veniva da 11 vittorie consecutive, avviata verso lo scudetto e che sognava di violare il “Maradona”. Guardando il bicchiere mezzo vuoto, il Napoli poteva gestire il vantaggio trovato fortunosamente su errore di Handanovic (che col Napoli non sbaglia mai). Ma diciamocela tutta, forse di più il Napoli davvero non poteva fare. Lo sforzo immane che sta facendo da diverse partite, è già di per sé tanto. Due mesi fa nemmeno era sognabile la zona Champions. Adesso invece è lì a 2 punti e sarà tutta una questione di scontri diretti. E forse nemmeno basteranno. Atalanta-Juventus si sperava terminasse in parità. E invece ha vinto la Dea. Dunque corsa sulla Juventus? Forse sì. Peccato aver perso allo Stadium. Ma quella sconfitta sembrava nata da un destino che già altre volte ha colpito il Napoli. Quando Dybala si è infortunato il 10 gennaio, molti avranno immaginato che l’argentino sarebbe tornato proprio nella gara contro il Napoli e avrebbe rischiato di segnare il gol vittoria. E così è stato. Ma attenzione a guardare solo avanti, il Napoli deve tenere d’occhio la Lazio che è 2 punti dietro ed ha anche una gara da recuperare (col Torino). Un pareggio al Maradona, metterebbe clamorosamente i capitolini in condizione di mirare allo scavalco del Napoli al quinto posto e soprattutto la Juventus nel mirino. Potenzialmente, insomma, il Napoli è sesto. Che beffa!

Ma c’è ancora tanto da giocare per quella zona Champions che per il Napoli è un punto di arrivo (soprattutto economico), mentre per altri è un torneo anacronistico. L’idea avallata anche da De Laurentiis della nascita di una Superlega è stata invece fatta propria da grandi clubs europei. Escluso dal novero delle partecipanti il Napoli, mai preso in realtà in considerazione. È come dire che De Laurentiis (e non solo lui) ha ideato la festa ma proprio lui non ne è stato invitato. Se venisse avallato questo torneo alternativo (cosa molto difficile), si creerebbero spazi per andare in Champions League? Ammettiamo sia così, anzi diciamo proprio che sarà così. Ma in quel caso, le sponsorizzazioni dei grandi colossi pubblicitari e anche l’interesse mediatico sarebbe per la nuova creatura formata da quelle squadre che accolgono la maggior parte dei tifosi del continente europeo. Probabilmente la Champions perderebbe quota. Ma in tutto questo, bisognerà sempre vedere se la Uefa darà l’OK. Lo scontro è solo all’inizio e promette di andare avanti almeno fino all’estate. E intanto già molti grandi clubs si stanno tirando fuori (ultime in ordine di tempo Bayern e Dortmund).

E il Napoli? E De Laurentiis? Diciamolo, è una delusione non esser considerati nella Superlega, ma sarebbe anche cosa giusta. Quale blasone ha il club del buon Aurelio? Il bacino d’utenza c’è ed è anche vasto, ma mancano i titoli. ADL avrebbe dovuto (nel caso) fare folli investimenti per la squadra. Coi proventi degli sponsor sarebbe stato anche possibile. In quel caso, la famosa politica del presidente azzurro si sarebbe dovuta sciogliere come un ghiacciolo sulla sabbia rovente. Ma è inutile andare di fantasia. La realtà dice che il Napoli non può (non potrebbe) fallire la Champions per il secondo anno di fila. Per andarci, si sa, due sono le strade: almeno il quarto posto oppure vincere l’Europa League. Già, quel torneo tanto odiato da De Laurentiis, abbandonato quest’anno contro il tutt’altro che ostico Granada. Quel torneo che non porta soldi significativi. Quel torneo che però, con la classifica di oggi, il Napoli andrebbe a giocare. Col rischio addirittura di finire nella nuovissima Conference League.

EZIO PERRELLA

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