Thiago Motta: tanti pareggi e poche critiche.
Thiago Motta, alla guida della Juventus in questa stagione, sta vivendo un periodo particolare dopo il pareggio per 1-1 contro il Lecce, maturato in extremis al 93°.
Nonostante un avvio incoraggiante nelle prime settimane, la partita di Lecce è l’ennesima dimostrazione di un andamento che si sta stabilizzando in una tendenza poco soddisfacente per le aspettative della piazza bianconera. Con 26 punti in 14 giornate, frutto di 6 vittorie e ben 8 pareggi, la Juventus si trova al sesto posto, lontana dalla vetta che i tifosi e la dirigenza hanno sperato di vedere con continuità.
Il paradosso delle critiche assenti, nonostante i numeri non entusiasmanti e un gioco meno brillante di quanto ci si aspettasse, Thiago Motta è stato finora risparmiato dalle critiche della stampa e dell’opinione pubblica. Questo atteggiamento sorprende, considerando che il tecnico è stato scelto anche per la sua capacità di proporre un calcio offensivo e coinvolgente, come aveva dimostrato a Bologna nella scorsa stagione. La Juventus lo ha ingaggiato non solo per migliorare i risultati, ma per riportare il club ai vertici del campionato con uno stile che valorizzi il talento della rosa.
Il problema principale è proprio il numero eccessivo di pareggi: otto partite non vinte, spesso contro squadre abbordabili, rappresentano una zavorra per una squadra che punta a competere per lo scudetto. Anche la gara contro il Lecce riflette questa tendenza: nonostante le tante assenze, una partita controllata per lunghi tratti, ma decisa da una disattenzione nei minuti di recupero. Episodi come questo stanno diventando il leitmotiv della stagione juventina.
Le aspettative su Thiago Motta sono ancora e giustamente altissime. Dopo aver stupito con il Bologna, dove il suo gioco fluido e propositivo aveva raccolto consensi unanimi, si pensava che avrebbe dato nuova linfa a una Juventus appannata nelle ultime stagioni. Tuttavia, il calcio visto finora è stato spesso poco incisivo. I meccanismi offensivi sembrano ancora lontani dall’efficacia desiderata, e la squadra fatica a imporsi, soprattutto contro avversari chiusi.
La pazienza della stampa e della dirigenza potrebbe dipendere dalla consapevolezza che la squadra è in una fase di transizione, ma il tempo a disposizione di Motta non è infinito. La Juventus deve tornare a vincere e convincere, e al tecnico spetta il compito di invertire la rotta, ridurre il numero di pareggi e proporre quel gioco spumeggiante che ha fatto innamorare Bologna. Se ciò non accadrà, le critiche, finora silenti, potrebbero diventare assordanti.

