Tudor accusa i calendari, cerca attenuanti

Tre punti fermi aiutano a inquadrare le dichiarazioni di Igor Tudor, tecnico bianconero, rilasciate dopo il deludente pareggio per 1-1 contro il Verona.

L’allenatore croato ha scelto di puntare il dito contro i calendari, lamentando una gestione poco equa delle partite tra le varie squadre di vertice. Secondo lui, il Napoli avrebbe un trattamento più favorevole rispetto alla Juventus, con maggior tempo per recuperare tra una gara e l’altra. Tuttavia, andando ad analizzare con precisione i fatti, il confronto proposto da Tudor non regge.

La Juventus ha giocato in Champions League martedì e ha affrontato il Verona sabato, con quattro giorni pieni di distanza. Il Napoli invece è sceso in campo giovedì in coppa e lunedì in campionato, usufruendo di un arco temporale praticamente identico. Parlare di vantaggi strutturali, dunque, appare forzato. In più, va ricordato che la stesura dei calendari non dipende soltanto dalla Lega Serie A ma anche dalle esigenze televisive, in particolare da Dazn e dalle piattaforme che puntano ad avere la Juventus in prime time, di fatto la fascia oraria serale più importante per la televisione, caratterizzata da un’alta audience e da programmi di grande interesse.

Le polemiche di Tudor sembrano quindi il tentativo di distogliere l’attenzione da un secondo tempo a dir poco insufficiente della sua squadra. Contro il Verona, la Juve è stata dominata calcisticamente, surclassata sul piano atletico e incapace di reggere il ritmo degli avversari. L’1-1 finale ha lasciato un segnale preoccupante, perché i bianconeri non sono riusciti a reagire e hanno dato la sensazione di essere vulnerabili in più reparti.

La fragilità difensiva, già evidenziata nelle prime uscite stagionali, non può essere liquidata con la scusa della fatica. Una squadra che ambisce a lottare per lo scudetto deve costruire le proprie basi sulla solidità e sull’intensità, qualità che oggi mancano.

La Juventus prende troppi gol, non può permettersi di accusare stanchezza già a inizio stagione e un allenatore che mette il focus sugli impegni ravvicinati forse non è ancora pronto per palcoscenici di questo livello.

Allenare un club di livello internazionale comporta grandi pressioni e impegni frequenti: fa parte del gioco. Se Tudor si lascia condizionare già a settembre, la stagione rischia di prendere una piega complicata.

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