UN ANNO DI NAPOLITIFOSANO: IL PROGETTO VA AVANTI

Un anno fa, di questi tempi, da qualche parte in cielo scattò una scintilla. Non si può dire dove NAPOLI TIFOSANO abbia trovato la forza di nascere. Probabilmente, fra i fondatori deve esserci stata da sempre una tacita intesa venuta a galla solo dopo una calda sera in Irpinia diventata poi fredda per ciò che sarebbe successo ad un povero ragazzo di neanche 20 anni. Con la dedica in calce a Sergio Ercolano e a tutti i tifosi morti per seguire la loro passione, il 24 febbraio 2004 nasce www.napolitifosano.org , associazione onlus che si propone di contribuire alla rinascita del "Tifo Sano" a Napoli prima e negli stadi poi. Poche teste calde, si sa, riescono a macchiare una tifoseria stupenda, ed è proprio alla depauperizzazione di queste forze perverse e, viceversa, alla coalizione delle forze buone che mira Napoli TifoSano. A sei mesi dalla nascita, una conferenza stampa all’Hotel Majestic di Napoli è servita a presentare il progetto alla Napoli Soccer, alle istituzioni e a tutti i tifosi. Ad un anno dalla nascita, i fondatori si dicono più che soddisfatti dei risultati ottenuti. Ogni percorso, si sa, è sempre difficoltoso, soprattutto se il sentiero è percorso in una città difficile per storia e tradizione. Ma una volta che arriverà la vittoria, questa sarà ancora più bella perché realizzata in una città stupenda come Napoli, città della quale tutto lo staff di Napoli TifoSano è natia e che ha imparato ad apprezzare anche lontano da casa. Dalla lontana Lugano, Napoli rimane sempre arte e meraviglia per un vomerese doc come Guido Gagliano: "Proprio la stessa arte, colore e correttezza che il tifo napoletano ha sempre espresso e che intendiamo contribuire a riportare allo stadio". In Napoli TifoSano non ci sono presidenti o deus ex machina, ed è questo lo spirito che Gagliano tende a sottolineare. Un modo per creare una grande community virtuale che già riscuote successo. Difatti, è da un po’ di tempo che un gruppo "Napoli TifoSano" si organizza e porta persone allo stadio: "E’ indispensabile continuare su questa strada, con lo scopo di creare un gruppo "Napoli TifoSano" sempre più ampio e compatto, perché questa è un’iniziativa in cui tutti devono sentirsi protagonisti". Lugano sarà lontana, Nottingham di più. Di Napoli non ha il caldo, né il mare, ma pur non sapendolo l’amministrazione comunale inglese può vantarsi di avere, fra i cittadini del paese di Robin Hood, una persona ben più realista di un personaggio della foresta di Sherwood e il cui destino, in passato, stava per incrociarsi con quel vecchio di Napoli di cui Fabio Milone non ha perso la fede né l’amore. Anche se più che vecchie glorie o vecchie squadre, Milone intenderebbe innanzitutto vedere un nuovo tifo, magari proprio sul modello di quello dei tempi d’oro: "Tanti tifosi hanno ancora negli occhi le immagini di quel tifo, unico per passione, correttezza e sportività. Vedo tante persone intorno a me che hanno davvero voglia di tifo sano e non è accettabile che una minoranza debba, ogni domenica, rovinare quella che, comunque, dovrebbe sempre essere una giornata di festa. Bisogna isolare questi gruppi, togliendo loro spazio e occuparlo con chi vuole davvero tifare. E’ giusto che anche le famiglie possano ritornare al San Paolo". Le iniziative di Napoli TifoSano sono anche a sfondo sociale. Il modo migliore per interagire è quello di iscriversi al forum del sito dell’associazione, un sito che ripropone temi di scottante attualità e che vengono affrontati con l’impegno ed il coraggio di tutti. Che le curve tornino libere di tifare e sostenere la squadra del Napoli, è uno dei principali cavalli di battaglia, come spiega Valentino Alaia, un ingegnere napoletano che da qualche anno è tornato a vivere nella propria città dopo esperienze all’estero che gli hanno impedito di seguire, in casa e fuori, la sua squadra del cuore: "L’involuzione sociale che ha subito Napoli negli ultimi anni, si è proiettata violentemente all’interno dello stadio. Una delle tifoserie più ironiche d’Italia si è trasformata in una massa prevaricatrice, senza idee e valori. Crediamo invece che proprio dallo stadio e dal Napoli di De Laurentiis possa fiorire un nuovo Rinascimento napoletano". Ma la realtà è sentita anche dai più giovani, quelli che nella gran parte affollano le curve. Un discreto frequentatore di quel settore del San Paolo è Gennaro Russo, il più giovane di tutti, che ad ogni gara casalinga cerca di radunare attorno a sé tutti quelli che hanno voglia di recarsi a Fuorigrotta esclusivamente per fare del tifo sano: "E’ un dovere morale perseguire una crescita dal punto di vista sociale e del tifo nella propria città; è giusto che tutti, giovani e meno giovani, si adoperino per questo". Non meno lontani dalle vicende azzurre sono Mauro Terrone, che aspetta il Napoli in Emilia per visitarne i ritiri, e Antonio Martone, che dalla nordica Aosta vive con sofferenza la sua distanza fisica dal Vesuvio e dal Golfo. Un modo per sentirsi uniti è proprio la community di Napoli TifoSano, che cresce ogni giorno di più grazie ai commenti di tutti i "fratelli azzurri" che solo il web è capace di raccogliere e di coagulare. Un collante che solo se diverrà numeroso potrà portare al termine un progetto che sembrava utopia. Ma uniti si vince, ed è questo il motto di Napoli TifoSano: affinché il sogno non sia mai più stroncato.

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